VITERBO, ABBATTUTE 9 QUERCE: PARTE L'ESPOSTO DEI CITTADINI E ARRIVA LA FORESTALE

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Redazione

Viterbo – Lo scorso Venerdì 3 aprile 2015, la Forestale ha effettuato, in collaborazione col Gruppo Quartiere Santa Barbara Viterbo, un sopralluogo al Parco delle Querce, in Via della Biga di Castro. Le guardie forestali hanno provveduto alle diverse rilevazioni, misurazioni e foto del caso e preso visione e possesso della varia documentazione fornita dai rappresentanti del Gruppo Quartiere Santa Barbara. Ora si procederà alla stesura di una relazione da inviare al Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato. L'intervento degli agenti del Comando Provinciale Viterbo, Nucleo Investigativo Polizia Ambientale e Forestale dello Stato, è dovuto all'esposto ufficiale, inviato anche, per conoscenza, al Sindaco Leonardo Michelini per “paventato danno ambientale e abbattimento querce secolari, lavori pubblici al Parco delle Querce eliminazione Parco e abbattimento di querce secolari -secondo quote progetto- facenti parte di una preesistente formazione di 9 esemplari, ad alto valore storico-naturalistico e paesaggistico”, del Gruppo Quartiere Santa Barbara Viterbo, effettuato tramite il suo rappresentante il giorno 30 marzo 2015, ma soprattutto a seguito delle innumerevoli segnalazioni, arrivate al Comando, da parte di iscritti, frequentatori, residenti del quartiere e di cittadini.
 




VITERBO: L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE REPLICA AL CONSIGLIERE MARINI

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la replica dell'amministrazione comunale alle dichiarazioni del consigliere Marini sulla decadenza dei consiglieri comunali.

"Nessuna malafede politica sulla vicenda riguardante la decadenza dei consiglieri comunali, consigliere Marini. Per l'ennesima volta ci troviamo a gestire situazioni irrisolte o create dalla sua amministrazione e a far fronte a danni provenienti dalla gestione della partecipate a cura di amministrazioni comunali di cui anche lei ha fatto parte. Se non ci fosse stato il problema del contenzioso in essere tra il Comune di Viterbo e l'assicurazione, derivante dalle precedenti amministrazioni, l'ente avrebbe in cassa i soldi che una sentenza, immediatamente esecutiva, emanata dalla Corte dei Conti, ha sancito. Il problema si è concretizzato durante il suo mandato. Problema che avrebbe potuto risolvere anziché crearlo. Invece ha prevalso la solita sciatteria e ciò che ne è derivato come al solito è stato scaricato su questa amministrazione. I due fatti restano comunque distinti. La prossima udienza per il contenzioso civile tra l'assicurazione e il Comune si terrà tra un anno. Ammesso che la causa si concluda in tempi celeri, cosa fa il comune? Rinuncia a un credito certo ed esigibile riconosciutogli dalla Corte dei Conti? Se il giudizio rimanesse pendente per anni, come è molto probabile, cosa fa il Comune? Fa prescrivere il suo diritto/dovere di incamerare le somme? L'iter deve andare avanti nel rispetto della norma. L'assicurazione, se condannata a pagare, rifonderà i suoi assicurati (ex e attuali amministratori). Non diffondiamo informazioni tendenziose e non rispondenti alla realtà. Resta invece il fatto che esiste una sentenza della Corte dei Conti immediatamente esecutiva, che riconosce al Comune un credito certo, liquido ed esigibile. E se il Comune non ne avesse tenuto conto non avrebbe tutelato l'ente e la totalità dei suoi contribuenti. Ė un dovere, non una scelta discrezionale. Ė chiaro che c'è chi vuole buttare in politica ciò che è prettamente tecnico. Un atto di gestione. Nessuna vittima sacrificale, nessun complotto contro qualcuno. Il Comune è tenuto a rispettare la sentenza per tutti i 10 condannati, oltre a tenere un comportamento equo e coerente verso tutti i coinvolti, che siano dentro o fuori l'amministrazione. Il Comune non è quello di vent'anni fa dove certe volte c'era la tentazione, oltre alla possibilità, di aggiustare le cose con le mani. Oggi non è più così. Esistono leggi che vanno rispettate e per avere la certezza che questo avvenga c'è una netta separazione tra la gestione delegata ai dirigenti, e gli atti di indirizzo, di competenza degli amministratori. Guai a voler far credere ai cittadini che siano in atto persecuzioni o complotti ai danni dei consiglieri comunali interessati o degli altri che condividono lo stesso destino, o che siano gli amministratori a gestire in maniera politica e/o discrezionale tali vicende. Caro consigliere Marin la carità pelosa se la risparmi, se avesse voluto tutelare gli allora consiglieri avrebbe potuto farlo, impedendo che si verificasse il problema con l'assicurazione. La sua mancanza ha prodotto un contenzioso. Esistono tutte le possibilità di affrontare la situazione all'interno dei confini obbligati della legge. Ė patetico il tentativo di ergersi a difensore politico per tali vicende, un'amministrazione seria ha il compito di tutelare tutti gli interessi e i diritti compresi quelli degli amministratori e non più tali, ricaduti in tale situazione. Ovviamente come è d'obbligo l'interesse pubblico dell'ente e quindi dei cittadini".

 




VITERBO, MALFATTORI ALL'OPERA: ATTENZIONE ALLE TRUFFE

Redazione

Viterbo – Continua l’attività di prevenzione svolta dai militari dell’Arma dei Carabinieri in tutta la provincia di Viterbo per combattere il fenomeno delle truffe ad anziani, ma continuano ad arrivare denunce di nuovi escamotage per carpire la buona fede e truffare ignari anziani. L’ultimo episodio è quello accaduto venerdì scorso quando due donne, apparentemente 45nni, hanno finto di raccogliere fondi per aiutare i malati terminali e si sono introdotte nell’abitazione di due sorelle una 79nne e la seconda 83nne e fingendo la vendita di uova di Pasqua, con artifici e raggiri, distraendole si sono impossessate di vari monili in oro e della somma contante presente nell’appartamento per poi darsi alla fuga.
Sembra necessario quindi richiamare l’attenzione della cittadinanza di tutta la Provincia affinché, soprattutto gli anziani ma non solo, affinino l’attenzione su eventuali sconosciuti che in qualsiasi modo si presentino alla porta di casa e con qualsiasi motivazione chiedano di entrare per un parlare o presentare qualcosa.

Il consiglio è quello di non far entrare nessuno in casa ma di riceverli esclusivamente all’esterno delle abitazioni e possibilmente in compagnia di amici, conoscenti o familiari in modo da scoraggiare i malintenzionati. Nel caso in cui si abbia il sospetto, anche minimo, di una truffa di chiamare immediatamente il 112 e chiedere l’intervento dei Carabinieri   che saranno ben lieti di verificare la veridicità della proposta e nel contempo dare ogni utile consiglio per scoraggiare eventuali tentativi di truffa..
 




VITERBO: RECORD DI PARTECIPAZIONE A VITERBO SCIENZA

Redazione

Viterbo – Diciotto istituti scolasti, per un totale di oltre 600 studenti presenti. Sono questi gli importanti numeri di ViterboScienza, manifestazione organizzata per il secondo anno consecutivo dalla associazione Viterbo con Amore.

Ragazzi iscritti dalle scuole primarie alle superiori  hanno affollato i laboratori allestiti dai ricercatori della Fondazione “Golinelli” di Bologna, nella ex chiesa degli Almadiani. Intere classi si sono prenotate sia la mattina che il pomeriggio al di fuori dell’orario scolastico e, accompagnate dai loro insegnanti, hanno potuto avvicinarsi alle scienze sperimentali con attrezzature e modalità adeguate. Opportunità questa che nelle scuole spesso non è possibile avere.

I giovani ricercatori, tutor dei laboratori, con professionalità, rigore scientifico e tanta disponibilità, hanno guidato tutti coloro che si sono seduti alle postazioni, che hanno potuto provare gli  esperimenti proposti sul Dna, sull’alga spirulina e sul lattosio. Momento clou dell’evento, il convegno “Io mangio, tu mangi …  loro mangiano?” svoltosi nella Sala Regia del Comune di Viterbo e che, collegandosi idealmente al tema dell’Expo 2015, ha affrontato i temi dell’alimentazione.

Tanti i relatori che si sono avvicendati e che hanno affrontato il tema da molteplici punti di vista. In apertura il saluto dell’Assessore alla Cultura Delli Iaconi che ha espresso il suo consenso per questo tipo di eventi e per quanto sta facendo l’associazione Viterbo con Amore per il territorio e per la cultura.
Il consigliere regionale Riccardo Valentini, aprendo i lavori, come scienziato ha apprezzato e promosso questo modo di avvicinare studenti e cittadini alle scienze, impegnandosi quindi, come politico, a sostenere l’iniziativa di Viterbo con Amore anche nei prossimi anni.

"Sono estremamente soddisfatto per la partecipazione – ha precisato il presidente di Viterbo con amore, Domenico Arruzzolo – e perché l’alta affluenza di studenti, insegnanti e cittadini giunti anche da alcuni paesi della provincia ( Bagnoregio, Orte, Vetralla) è stata la dimostrazione che all’evento è stato riconosciuto un  valore culturale, sociale e filantropico. Un successo che ci spinge a pensare di  inserire ViterboScienza nella programmazione annuale della nostra associazione. Vorrei sottolineare, inoltre, la fattiva collaborazione dei giovani del Leo Club che, con la loro costante presenza, hanno testimoniato l’impegno nel mondo del volontariato”. Presenti al convegno anche i familiari del professor Francesco Luiso – a lui è stata dedicata la manifestazione –  che hanno espresso la loro piena riconoscenza.

Durante la pausa del convegno  sono stati offerti prodotti alimentari del commercio equo e solidale, pizza e formaggi tipici viterbesi,  alimenti per celiaci e intolleranti al lattosio.  “Un caloroso ringraziamento – ha proseguito Arruzzolo  – a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione dell’evento: il Comune di Viterbo, la ASL Vt, la Coldiretti, la Fondazione Carivit, la Deutsche Bank, le farmacie Galiano e Giacci, l’Ottica l’Iride  di Pino De Rosa, il prosciuttificio Coccia Sesto, Via Saffi 103, l’associazione Mani Unite, Eurocontrolli Viterbo, l’Associazione Culturale Cantiere Fotografico. Grazie, infine, alla famiglia del professor Francesco Luiso”.
Intanto, il presidente  Arruzzolo e i volontari di Viterbo con amore, pensano già al prossimo evento. Il 12 aprile è previsto il 6° Memorial di pesca dedicato a Giorgio Rossetti, altra occasione in cui il divertimento si unisce alla solidarietà con il preciso intento di raccogliere fondi per il raggiungimento dei tre obiettivi della campagna di solidarietà 2015.

 




VITERBO, 10 ANNI DI ARSENICO NELL'ACQUA: DALLA CONFERENZA DI NEPI L’APPELLO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE E PER IL “RISARCIMENTO SANITARIO”

 

L’esposizione ultradecennale e fuorilegge a questa sostanza, insieme alla mancanza di una corretta e diffusa informazione, e  insieme alla mancata  distribuzione di acqua idonea  alle persone e alle industrie alimentari, non è rimasta senza conseguenze per la salute delle popolazioni

 

Viterbo – Con la partecipazione attenta e appassionata di numerosi cittadini di Nepi e di vari comuni limitrofi si è svolta domenica 22 marzo 2015 nella Sala Nobile del Comune di Nepi la conferenza sul tema
“Arsenico: cosa è bene sapere, ricordare e fare”.

La dottoressa Antonella Litta, referente dell’Associazione italiana medici per l'ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment), ha introdotto la sua relazione medico-scientifica con la  considerazione che proprio dal mancato rispetto dell’articolo 32 della Carta costituzionale in materia di tutela della salute, così come dal mancato rispetto del Decreto Legislativo 31/2001 – che fissa i parametri di salubrità e potabilità delle acque ad uso umano – attraverso il ricorso all’istituto della deroga, ha avuto origine l’esposizione cronica all’arsenico, sostanza tossica e cancerogena, di oltre un milione di cittadini italiani.
Per oltre un decennio, ha proseguito la dottoressa Litta, le popolazioni  interessate da questa problematica ambientale e sanitaria, ed in particolare quelle del Lazio, sono state molto spesso se non quasi del tutto lasciate all’oscuro circa i gravissimi rischi correlati all’assunzione di acqua ed alimenti contaminati da arsenico ed esposte a valori di arsenico fuorilegge, che hanno raggiunto anche i 50 microgrammi/litro, ovvero cinque volte il limite di legge previsto per questa sostanza tossica e cancerogena per la quale non esiste alcuna soglia di assoluta ed accettabile certezza per esposizioni croniche: l’Organizzazione mondiale della Sanità raccomanda infatti di porre in atto interventi ed azioni per portare questo valore il più possibile vicino allo zero.

Eppure i periodi di deroga, come disposto dal succitato Decreto legislativo, avrebbero dovuto avere la durata più breve possibile e comunque non superiore ai tre anni durante i quali si sarebbero dovuti realizzare impianti capaci di ridurre ed eliminare l’arsenico dalle acque e così  risolvere definitivamente ed efficacemente questo problema. Nei periodi di deroga, sempre secondo quanto previsto anche dalle disposizione europee, alle donne in gravidanza e ai bambini (per i noti effetti dell’arsenico anche sullo sviluppo cerebrale – incremento di disturbi neurocomportamentali e neoplasie -) si sarebbe dovuta assicurare acqua con il minor quantitativo possibile di arsenico, sempre al di sotto di 10 microgrammi/litro, meglio se a contenuto zero, e acqua con le stesse caratteristiche avrebbero dovuto utilizzare le industrie alimentari.

L’arsenico è infatti classificato dall’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.)  come elemento cancerogeno certo di classe 1 e posto in diretta correlazione con  molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute; una consistente documentazione scientifica lo correla anche ai tumori del fegato e del colon. Sempre l’assunzione cronica di questo elemento è  indicata anche quale responsabile di patologie cardiovascolari; neurologiche; diabete di tipo 2; lesioni cutanee; disturbi respiratori; disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.

L’esposizione ultradecennale e fuorilegge a questa sostanza, insieme alla mancanza di una corretta e diffusa informazione, e  insieme alla mancata  distribuzione di acqua idonea  alle persone e alle industrie alimentari, non è rimasta senza conseguenze per la salute delle popolazioni in termini di aumento di rischio per cause di morte e malattie correlate all’esposizione all’arsenico, come purtroppo certificato da diversi studi epidemiologici che non hanno fatto altro che confermare quanto già evidenziato da decenni di studi e ricerche internazionali; come ha evidenziato la referente dell’Isde citando gli studi condotti anche sulla popolazione residente nella Provincia di Viterbo e in particolare lo studio  “Valutazione Epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da Arsenico nelle acque potabili nelle popolazioni residenti nei comuni del Lazio”, realizzato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio; lo studio dell’Istituto Superiore di Sanità “Arsenico urinario speciato quale biomarcatore dell’esposizione alimentare all’arsenico inorganico in popolazioni residenti in aree ricche di arsenico nel Lazio”; i risultati dello studio Sepias -Sorveglianza epidemiologica in aree interessate da inquinamento ambientale da arsenico di origine naturale o antropica- realizzato dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio nazionale delle ricerche, e il recentissimo studio “ Valutazione Epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da Arsenico nelle acque potabili: studio di coorte nella popolazione residente nella provincia di Viterbo, 1990-2010” concluso nel 2014 e realizzato sempre  dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio che ha dimostrato e di nuovo confermato un gradiente di rischio per cause di morte e malattie al crescere del livello di esposizione all’arsenico nelle acque; in particolare quest’ultimo studio ha evidenziato e riconfermato un eccesso di mortalità per il tumore del polmone, le malattie del sistema circolatorio, le malattie respiratorie e il diabete.

La dottoressa  Litta trattando poi la specifica situazione del Comune di Nepi, uno dei comuni con i più alti livelli di arsenico e fluoro dell’area viterbese, ha fatto notare come debba essere ottimizzata la gestione dei dearsenificatori in quanto solo il loro funzionamento efficiente e costante può garantire subito acqua salubre e potabile alla cittadinanza e come sia necessario intervenire per ridurre l’esposizione  ad altri  fattori inquinanti delle persone, e in particolare delle donne in gravidanza e dei bambini, istituendo anche  un registro comunale degli impianti e delle attività ad elevato impatto ambientale e sanitario.
La rappresentante dell’Associazione italiana medici per l’ambiente ha rinnovato un forte appello alle istituzioni affinché sia garantito a tutte le persone l’accesso all’acqua potabile; e un altrettanto forte appello affinchè le istituzioni impediscano che ulteriori agenti inquinanti possano contaminare le falde acquifere.

A conclusione della relazione la dottoressa  Litta ha rinnovato l’appello (espresso  più volte  anche  congiuntamente  alla sezione viterbese della Fimmg –  Federazione italiana medici di medicina generale e all’Ordine dei medici di Viterbo) perché nei confronti delle popolazioni esposte si attui subito una sorta di “risarcimento sanitario” ovvero: informazione corretta e diffusa rivolta a tutti i cittadini residenti nei Comuni della provincia di Viterbo e in particolare nelle scuole, negli ambulatori medici, nelle strutture militari e carcerarie; studi di monitoraggio dello stato di salute delle persone e in particolare dei bambini per patologie correlabili anche all’esposizione all’arsenico (disturbi del neurocomportamento e neoplasie dell’età pediatrica), attraverso progetti  di prevenzione che prevedano l’esecuzione di visite ed esami mirati, totalmente gratuiti  e in strutture pubbliche e che possano almeno in parte “risarcire” a livello sanitario  il danno subito dall’esposizione ad una sostanza tossica e cancerogena come l’arsenico.




VITERBO: RESTAURATE LE DODICI PERGAMENE DEL MONASTERO DI SANTA ROSA

Redazione

Viterbo – Sono state presentate al pubblico, presso il Monastero di Santa Rosa, le dodici pergamene del Monastero stesso che sono state oggetto del restauro effettuato dal Laboratorio di Restauro della Provincia di Viterbo a cura di Maria Graziella Cattafi.

Le dodici pergamene rientrano nel fondo pergamenaceo denominato 'Le pergamene del monastero di Santa Rosa' costituito da quaranta esemplari manoscritti, dei quali quindici risalgono al XIII secolo, ventuno al XIV e quattro al XV secolo. Il fondo è stato trasferito nel corso dell'anno 2002 dall'Archivio di Stato di Roma a quello di Viterbo. Le pergamene costituiscono un’ importante fonte per la conoscenza delle condizioni di vita della città di Viterbo in un periodo che va dal XIII al XV secolo. Non contengono solo informazioni relative al monastero ma anche atti relativi a privati.

Il presidente Marcello Meroi e l’assessore provinciale alla Cultura Giuseppe Fraticelli hanno raccolto il grido d’allarme lanciato dalla coordinatrice tecnica del Laboratorio Paola Sannucci in merito allo stato di salute della struttura, penalizzata dalla riforma degli enti locali che ha portato le Province a perdere ogni competenza in campo culturale. La Regione non ha ancora provveduto a prendere in carico le funzioni che però la Provincia, in base alle disposizioni normative, non può più gestire. Uno stato d’incertezza che non ha tuttavia penalizzato la qualità del lavoro; gli operatori del Laboratorio infatti, seppur demotivati e preoccupati per il loro futuro, hanno mantenuto intatta la propria professionalità.

“ Se Viterbo vuole essere davvero capitale della cultura – hanno detto Meroi e Fraticelli – non può fare a meno di due fiori all’occhiello nel campo culturale come il Laboratorio di Restauro e il Consorzio Biblioteche. Due poli culturali di eccellenza che rischiano di chiudere i battenti a causa delle nefaste conseguenze di una riforma sbagliata e attuata con improvvisazione e pressappochismo. Per quanto ci riguarda – hanno aggiunto – pur essendo ormai giunti a fine mandato stiamo lavorando per trovare soluzioni che possano consentire, tanto al Laboratorio che al Consorzio Biblioteche, di poter continuare a svolgere al meglio le proprie attività. Soluzioni che – concludono – stiamo ricercando in collaborazione con il Comune di Viterbo, trattandosi di due realtà che sono patrimonio della città, svolgono un servizio di pubblica utilità per la popolazione e, nel caso del Laboratorio di Restauro, anche per tutti i comuni della Tuscia a titolo gratuito”.

L’intervento di restauro è stato dettagliatamente illustrato dalla traduttrice del Centro Studi “Santa Rosa da Viterbo” Eleonora Rava. Le 12 pergamene resteranno esposte al pubblico fino al 22 marzo nel complesso del Monastero.
 




VITERBO: PASSATI AL SETACCIO I NEGOZI DI FRUTTA E VERDURA GESTITI DA STRANIERI

Redazione

Viterbo – I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Viterbo unitamente ai colleghi delle Stazioni di Tuscania, Vignanello e Vallerano ed al personale della Direzione Territoriale del Lavoro di Viterbo, hanno effettuato vari controlli agli esercizi commerciali di rivendita di frutta e verdura gestiti da cittadini stranieri.

Durante i controlli sono state accertate: a Tuscania violazioni poiché il titolare della rivendita, un egiziano 22nne, non aveva ottemperato al provvedimento di sospensione dell'attività commerciale emesso il 14 marzo e per aver impiegato un lavoratore in nero. Nella circostanza, oltre a denunciare il titolare in stato di libertà, sono state elevate contravvenzioni per un totale di 9.000,00 euro circa ed è stato chiusa l'attività commerciale; a Vignanello violazioni poiché la titolare, una cittadina albanese 30nne, occupava nell'esercizio di rivendita di frutta e verdura due cittadini egiziani in nero sprovvisti di permesso di soggiorno ed uno dei due minorenne. Anche in questo caso la donna è stata denunciata all'Autorità giudiziaria competente ed elevate contravvenzioni per circa 18.000 euro; infine, a Vallerano è stato denunciato un cittadino egiziano 33nne anch'egli perché impiegava un lavoratore egiziano in nero. Anche in questo caso elevate contravvenzioni per circa 9.000 euro. Oltre alle contravvenzioni elevate nei tre casi saranno recuperati, a cura della Direzione Provinciale del Lavoro, contributi non versati per circa 5.000 euro.




VITERBO: UOVA DI PASQUA PER COMBATTERE LEUCEMIE, LINFOMI E MIELOMA

Redazione
Viterbo
– Con piccolo contributo di solidarietà si contribuirà alla ricerca e alla cura delle malattie del sangue. Nella Tuscia, dal 20 al 22 marzo, tornano le uova di Pasqua dell’Ail, l’Associazione Italiana contro le Leucemie-Linfomi e Mieloma. A Viterbo i banchetti saranno in piazza delle Erbe, in Via Ascenzi, presso la Cittadella della Salute (20 marzo), il Centro Commerciale Tuscia, Conad Ipermercato, il Cine Tuscia Village (21-22 marzo) e nelle parrocchie di Santa Maria della Quercia (21-22 marzo) e Santa Barbara (22 marzo). «Le uova saranno “vestite” di verde, arancio, giallo, fucsia, per presentarsi nel migliore dei modi all’appuntamento con la solidarietà. – dichiara l’Ail Viterbo – Anche quest’anno le persone avranno la possibilità di rendere più dolce e buona la Pasqua, sostenendo la ricerca scientifica con un contributo minimo associativo di 12 euro per avere in dono uno squisito uovo di cioccolato. Confidiamo nella generosità dei cittadini, per aiutarci a sostenere le nostre attività. Determinanti, come sempre, saranno il cuore e l’impegno dei nostri volontari». Giunta alla 22ª edizione, l’iniziativa (posta sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica) conferma ogni anno l'importanza di questa raccolta, grazie alla quale è possibile sostenere progetti di ricerca e assistenza. Nello specifico, i fondi raccolti saranno impiegati per sostenere il Gruppo Gimema (il Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell'Adulto che raccoglie più di 150 centri di ematologia in Italia), supportare il servizio di assistenza domiciliare per adulti e bambini, e realizzare Case Alloggio per pazienti non residenti vicino ai centri di terapia. Serviranno inoltre per supportare il funzionamento dei centri di ematologia e di trapianto di cellule staminali e promuovere la formazione e l’aggiornamento professionale di medici, biologi, infermieri e tecnici di laboratorio. Oltre a Viterbo, i volontari dell’Ail saranno nelle principali vie e piazze di Acquapendente, Barbarano Romano, Bassano Romano, Blera, Calcata, Canino, Canepina, Capranica, Caprarola, Civita Castellana, Civitella D’Agliano, Fabrica di Roma, Farnese, Grotte di Castro, Grotte Santo Stefano, Latera, Marta, Montalto di Castro, Montefiascone, Monte Romano, Onano, Oriolo Romano, Orte, Pescia Romana, Ronciglione, Sipicciano, Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia, Tuscania, Valentano, Vasanello, Vetralla e Vetriolo.
 




VITERBO: STUDENTESSE DENUNCIATE PER BULLISMO E DIFFAMAZIONE

di Cinzia Marchegiani

Viterbo – Una storia di bullismo e diffamazione. Due studentesse riportano il numero di telefono della loro compagna di classe sul muro del bagno dei ragazzi ma vengono scoperte e denunciate dalla Polizia di Stato .
L’episodio si è verificato nei primi giorni di marzo quando, utilizzando il numero gratuito“43002” messo a diposizione dal Ministero dell’Interno per segnalare gli episodi di bullismo che vedono coinvolti gli studenti, una ragazza ha inoltrato una richiesta di aiuto alla Sala Operativa della Questura di Viterbo.
L’operatore della Polizia di Stato rintracciava immediatamente la studentessa, che aveva lasciato il numero di telefono cellulare, la quale riferiva di essere vittima di un grave atto diffamatorio all’interno della scuola.
La ragazza veniva quindi invitata presso gli Uffici della Questura ove, alla presenza dei genitori, formalizzava la denuncia.

Gli accertamenti avviati immediatamente dal personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile – Sezione Minori, consentivano di accertare che all’interno dei bagni della scuola riservati ai maschi, ignoti avevano scritto il numero cellulare della ragazza indicandolo come un contatto per avere facili prestazioni sessuali.
Le successive indagini della Squadra Mobile, condotta anche attraverso l’audizione di numerose persone informate sui fatti, consentivano di individuare come autrici del grave atto diffamatorio due compagne di scuola della ragazza.
Tutte le risultanze investigative venivano trasfuse in una dettagliata informativa di reato inviata alla Procura dei Minori e le due responsabile denunciate per diffamazione
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Il buon esito dell’operazione della Sezione Minori della Squadra Mobile della Polizia di Stato ha evidenziato l’importanza de servizio SMS gratuito, attivo da novembre scorso anche nella nostra città, che consente agli studenti di segnalare in forma anonima episodi di bullismo e droga che vedono coinvolti come vittime o autori gli studenti.




VITERBO: CON L'ARRIVO DELLA PRIMAVERA AL VIA LE GIORNATE FAI

Redazione

Viterbo – Sabato 21 e domenica 22 marzo, dalle ore 10.00 alle ore 17.00, l’antico complesso agostiniano della Santissima Trinità sarà luogo delle Giornate di Primavera,  il più grande evento di piazza dedicato ai beni culturali che ogni anno organizza – ormai da più d’un ventennio –  il Fai-Fondo Ambiente Italiano.

Quest’anno oltre 780 siti italiani di notevole rilevanza culturale  verranno aperti con visite gratuite offerte da più di 7000 volontari (i partecipanti che lo vorranno potranno comunque donare un libero contributo recandosi alle postazioni Fai poste all’ingresso di ciascun sito).

Desiderio di partecipazione e orgoglio di appartenere a una collettività che ama i luoghi in cui vive, questi i sentimenti  che nella scorsa edizione delle Giornate di Primavera  hanno mosso ben 7 milioni di persone volte alla scoperta dei luoghi aperti dal Fai. L’edizione di quest’anno, inoltre, si porrà al culmine festoso e culturalmente rilevante di “Ricordiamoci di salvare l’Italia”: campagna di raccolta fondi  generata da un accordo triennale tra la Rai-Radio Televisione Italiana e il Fondo Ambiente Italiano. 

Fino al 22 del mese,  chiunque lo vorrà potrà infatti sostenere il Fai inviando un SMS solidale del valore di 2 euro al numero 45503. Il convento della SS. Trinità e l’attigua chiesa della Madonna Liberatrice,  entrambi già segnalati sul sito web del Fai tra i beni aperti al pubblico nel prossimo week-end – dichiara Francesca Romana Stocchi, Capo della Delegazione Viterbese del Fai – costituiscono il luogo in cui, per questo  fine settimana, la città e tutto il territorio della Provincia potranno mettersi in gioco perché partecipazione vuol dire visibilità e visibilità significa possibilità di interventi di salvaguardia, recupero e valorizzazione di beni culturali nostrani da parte del Fai Nazionale. Con la campagna denominata I luoghi del cuore la Delegazione di Viterbo ha già ottenuto un significativo piazzamento della tarquiniese Tomba degli Scudi, quest’ultima sessantaquattresima su oltre ventimila siti censiti e votati in tutta Italia. Nostro desiderio è continuare ad incrementare l’attività del Fai a livello locale per il conseguimento di ulteriori e significativi risultati. Per questo motivo abbiamo già operato, e continueremo ad operare, in sinergia con molti istituti scolastici della Provincia. A guadagnarci sarà l’intero nostro territorio giacché potenziata potrà essere la sua offerta culturale, anche e forse soprattutto in relazione ad un auspicabile incremento del turismo culturale. A tale riguardo intendiamo attivare una collaborazione con altre associazioni operanti nel viterbese.

Il Fai chiede di essere presenti ed invito tutti ad esserlo. Ringrazio sentitamente le istituzioni e in particolare il Comune di Viterbo nelle persone del Sindaco Leonardo Michelini e dell’Assessore alla Cultura  Antonio Delli Iaconi; ringrazio altresì il Commissario Straordinario del Consorzio delle Biblioteche di Viterbo Paolo Pelliccia. A loro va il merito di aver fattivamente sostenuto il lavoro svolto dalla Delegazione che ho il piacere e l’orgoglio di coordinare.”

Il complesso monastico della Santissima Trinità, come ribadito in conferenza stampa da Enrico Anselmi, storico dell’arte e vice-Capo della Delegazione Fai di Viterbo, costituisce un patrimonio culturale  straordinario soprattutto a considerarne l’architettura  e la decorazione pittorica del chiostro, quest’ultimo tra i più originali se posto in relazione al contesto dell’edilizia ecclesiastica rinascimentale del Centro Italia.

Per il giorno di domenica 22, alle ore 16.00, l’evento sarà arricchito dall’esecuzione di un concerto tenuto all’interno del convento dai ragazzi e dalle ragazze del liceo musicale S. Rosa.
 
Dove: convento agostiniano della Santissima Trinità, Viterbo.
Quando: sabato 21 e domenica 22 marzo dalle ore 10.00 alle ore 17.00. Il sabato l’ingresso sarà riservato ai soli tesserati FAI e a chi vorrà tesserarsi in loco; la domenica l’ingresso sarà libero a tutti.

Le iniziative della Delegazione Fai di Viterbo sono consultabili sul sito web fondoambiente.it. 
 




VITERBO: LA PROVINCIA APRE LO SPORTELLO DI GIUSTIZIA RIPARATIVA

Redazione

Viterbo – Nella mattinata di ieri, il presidente della provincia, Marcello Meroi ha firmato la convenzione per la concessione gratuita dei locali della “Casa del custode” di palazzo Gentili alle associazioni Mediante e Spondé onlus, per ospitare lo sportello di giustizia riparativa e mediazione sociale e scolastica.

L’obiettivo di fondo del servizio è quello di attivare percorsi di giustizia riparativa e di mediazione penale per i soggetti in esecuzione di pena che abbiano maturato un senso di responsabilità e una consapevolezza del danno arrecato alle vittime del proprio reato, ai loro familiari e alla comunità civile. Allo stesso tempo l’Ufficio si propone anche la ricerca di soluzioni conciliative nel superamento di piccole e grandi conflittualità che possano presentarsi in ambito scolastico, urbano, familiare o di vicinato. Un servizio che potrebbe anche rivelarsi essenziale per prevenire determinate controversie, intervenendo laddove si dovessero riscontrare liti facilmente risolvibili prima che possano finire in Tribunale.

“Abbiamo da subito sostenuto questo progetto in considerazione dei molteplici impatti positivi che può produrre nei vari ambiti d’intervento – spiega il presidente Meroi – dando la disponibilità di mettere a disposizione la “Casa del custode” per ospitare gli operatori. Si tratta di un edificio che era ormai in disuso e che abbiamo recuperato, per dare la possibilità alle associazioni Mediante e Spondè di operare nel migliore dei modi nella fornitura di un servizio che riteniamo molto importante”.