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SMA TIPO 1: SENSAZIONALE SCOPERTA SULLA TERAPIA CON CELLULE STAMINALI

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Tempo di lettura 10 minuti Marcello Villanova, autore con John Robert Bach di uno studio che mette in rilievo evidenze inequivocabili di miglioramenti clinici in tre bambini affetti da Atrofia Muscolare

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di Cinzia Marchegiani

Il primo studio al mondo delle evidenze cliniche oggetto delle terapie con le staminali mesenchimali allogeniche su tre bambini affetti da Atrofia Muscolare Spinale di tipo 1, nota come la SMA1, è in stampa su una rivista scientifica internazionale. Gli autori, il Professor John Bach dell'università di Newark (massimo esperto mondiale di SMA tipo I) e il dottor Marcello Villanova, neurologo italiano che dirige l’unità di “Riabilitazione e Recupero Malattie Neuromuscolari” presso l’ospedale privato accreditato Nigrisoli di Bologna, hanno avuto la conferma di questa notizia solo da pochissimi giorni e tramite le colonne del nostro quotidiano hanno voluto rendere pubblica questa straordinaria notizia.

L’Atrofia Muscolare Spinale di tipo 1 è una terribile malattia genetica di tipo degenerativa, la sua diagnosi emerge nei primi di mesi di vita dei neonati, la prognosi è di solito infausta, in quanto la stragrande maggioranza dei pazienti muore nei primi due anni di vita per insufficienza respiratoria. La diagnosi della SMA1 di fatto è una drammatica condanna che viene annunciata ai genitori, la malattia risulta per la scienza medica incurabile.
Per questo motivo lo studio da poco accettato dalla rivista scientifica rappresenta uno spiraglio di luce che getta una partenza, una speranza unica che affonda le sue basi partendo dalla osservazione clinica dei pazienti in seguito alle somministrazioni di cellule staminali mesenchimali ricevute in un ospedale italiano, gli Spedali Civili di Brescia.

In esclusiva a parlarci di questo importante pubblicazione interviene un coautore, il dr Marcello Villanova
Questo nostro lavoro, mio e del Professor John Bach dell'università di Newark (massimo esperto mondiale di SMA tipo I), mette in rilievo evidenze inequivocabili di miglioramenti clinici in tre bambini affetti da Atrofia Muscolare Spinale tipo I (SMA I) trattati a Brescia. Riteniamo di avere competenze cliniche idonee per poter affermare questo. Il nostro compito è stato quello di valutare solo l'effetto finale di ciò che è accaduto presso gli Spedali Civili di Brescia. Come medici clinici abbiamo fatto solo il nostro dovere, quello che ci impone il nostro giuramento, abbiamo rivolto la nostra attenzione esclusivamente sui pazienti. Nell'articolo, tra l'altro, oltre ai dati ottenuti dalla nostra osservazione clinica, abbiamo allegato numerosi certificati di addetti ai lavori che attestano i miglioramenti. Insomma, a nostro avviso, la medicina aveva già dimostrato questi importanti contributi, bastava studiare con attenzione la documentazione nelle mani delle famiglie.
La SMA1 è una malattia severa che non lascia chance, e purtroppo ad oggi non esiste una valida terapia in grado di aiutare concretamente questi bambini. Quale molla ha spinto due medici a cercare questi tre casi, studiando non solo sulle cartelle cliniche che siete riusciti ad ottenere, ma visitando i pazienti che avevano risposto alle terapie ricevute?
Ci siamo sempre occupati di SMA tipo I. Non potevano tirarci indietro al richiamo di famiglie che cercavano solo una verità scientifica su ciò che avevano osservato sui propri figli durante i trattamenti con staminali mesenchimali effettuati a Brescia. Non conosciamo il metodo, in effetti questo non esiste, non ci sono pubblicazioni a riguardo. Tuttavia, non era questo l'obiettivo del nostro lavoro, noi abbiamo voluto studiare le evidenze cliniche emerse durante il trattamento infusionale. ,

Dunque un lavoro immenso questo studio, realizzato lontano dal clamore e una strada in salita che non ha per nulla ostacolato la ricerca di quelle oggettive testimonianze che questi piccoli malati avevano consegnato al mondo scientifico
Una cosa è certa, i piccoli malati che abbiamo monitorato non hanno mentito, molti altri si. Non ce ne vogliano sia coloro che non offrendo alternative terapeutiche si sono anche rifiutati di incontrarli appellandosi alle regole della buona scienza, sia coloro che pur mostrandosi apparentemente dalla parte dei più deboli hanno portato avanti solo i propri interessi. E vero quello che afferma, non è stato semplice scrivere questo articolo, come non è stato facile per me e il professor Bach dare una chiara giustificazione all'indifferenza che abbiamo colto nel mondo scientifico italiano, soprattutto poi, quando c'è un richiamo continuo di assistenza da parte di famiglie che ogni giorno si battono per la vita dei propri bambini, ormai segnata dalla natura. La SMA tipo I è una malattia che non offre chance, non c'è un solo articolo al mondo che parla di miglioramenti spontanei in questi bimbi, solo progressione fino alla morte. Il nostro lavoro è anche il risultato di un impegno a due, anche il Professor John Bach ha intuito rapidamente che tra dati clinici e documenti era diventato necessario e obbligatorio confrontarci, indagare e analizzare. Non è stato assolutamente facile rispondere a tanti quesiti, alcuni dei quali risultano ancora ignoti, abbiamo dovuto studiare attentamente tantissima documentazione medica, oltre che visitarli, e per questo ringraziamo la collaborazione dei genitori. Purtroppo, abbiamo incontrato anche tanta omertà. Il nostro compito non è stato quello di entrare nella vicenda giudiziaria che abbiamo sempre rispettato, ma lavorare assiduamente al loro fianco in modo tale da provare a fornire risposte scientifiche oneste ai vostri genitori che ci chiedevano un giudizio su ciò che di clinico loro stessi avevano osservato sui propri figli. Tutto ciò consci che spetta alla scienza e non alla magistratura fornire spiegazioni scientifiche sulla congruità di un trattamento medico. Va sottolineato che tutto il nostro lavoro è stato svolto in modo gratuito, compassionevole e senza conflitti di interesse. Certo, ci sarebbe piaciuto avere a disposizione mezzi molto più sostanziosi di quelli utilizzati, abbiamo lavorato in condizioni estremamente difficili, si trattava di cure compassionevoli e non di sperimentazione, ma riteniamo di aver ottenuto un buon risultato. Siamo convinti che le ingiustizie si vincono solo dando delle risposte oneste.

Il campo delle ricerca sulle cellule staminali mesenchimali che embrionali è un mondo affascinante che promette scoperte davvero rivoluzionarie nel campo della medicina per pazienti affetti da malattie oltre che rare, serie e invalidanti. Cosa ha di straordinario quello che avete clinicamente osservato in questi malati?
La ricerca su potenziali terapie cellulari nel contesto delle malattie neurodegenerative deve andare di pari passo con quella farmacologica. Nello campo della SMA attualmente ci sono farmaci che con un meccanismo di tipo farmaco-genetico sembrano dare risultati molto promettenti, magari questi potranno rappresentare presto una concreta realtà per questa malattia neurodegenerativa, potranno soppiantare l'idea della staminale mesenchimale (o forse potranno associarla) perché spinti anche da milioni di euro di investimenti. In effetti le terapie cellulari sono poco appetibili per l'industria farmaceutica, comportano alti costi, tempi lunghi e risultati incerti, e poi sono mirati su pochi pazienti, ma ciò non può giustificare il loro abbandono nel campo delle malattie rare. Riteniamo che i risultati ottenuti su questi bambini siano di estremo interesse scientifico, e poi ci sono tante altre malattie neurodegenerative e muscolari ancora orfane di ricerca sulle quali riteniamo giusto approfondire quanto accaduto. E' per questo motivo che auspichiamo maggiore chiarezza e verità scientifica su questa vicenda, lo auspichiamo come medici (penso che ci siano tanti altri colleghi curiosi di conoscere la verità) che lavorano con pazienti affetti da malattie devastanti, incurabili e dove il tempo è un lusso che questi non possono permettersi. Un medico deve fare il suo dovere, il diritto alla salute deve venire prima di quello dell'economia.

Queste terapie sono state etichettate pericolose senza alcuna prova oggettiva, in effetti nessuno ha voluto accertarne la paternità di queste affermazioni, sarebbe bastato che fossero richiamati i pazienti e monitorati scrupolosamente con specifiche analisi cliniche e strumentali. In questo modo si è lasciato il dubbio ma senza le prove certe!?
In effetti, questa vicenda ha sempre sorpreso il fatto che nonostante siano stati postulati effetti collaterali potenzialmente devastanti per questi bambini, nessuno si è preso la briga di imporre approfonditi controlli clinici nonostante il continuo richiamo da parte delle famiglie. Noi abbiamo una grande responsabilità etica, quella di parlare per questi bambini e per le loro famiglie. Non pensavo occorresse tanto coraggio. Il nostro tentativo è di cercare di portare la verità davanti a tutti, anche se in questa vicenda è veramente difficile trovare il modo giusto per farlo. Alcuni dati che hanno pubblicato su questi bimbi e che hanno dimostrato assenza di miglioramenti, ma solo progressivo peggioramento, denotano numerosi punti deboli. Tuttavia, sono stati utilizzati per cercare di bloccare le compassionevoli con le staminali ed attaccare i giudici civili definiti ignoranti in materia. Il ruolo dei giudici civili è stato estremamente importante in quanto ha cercato di far rispettare il principio dell'autodeterminazione e del rispetto della volontà del cittadino soprattutto quando qualcuno ritiene che il paziente debba essere in una posizione di completa dipendenza e di assoluta obbedienza alla scienza. Il nostro ruolo di medico oggi è sempre più difficile in quanto ogni giorno dobbiamo districarci tra quelle che sono le esigenze dei pazienti e quelle della società, tra il voler essere rispettosi della volontà libera del paziente ed il dover rispettare tetti di spesa, di budget, di linee guida.

Riguardo le terapie cellulari, c'è un interesse sempre crescente nel campo delle malattie pediatriche. Certo, questo pone dei grossi problemi etici perché i bambini non possono esprimere il loro consenso su terapie dove ancora oggi scarsi sono gli studi e pochissimi i laboratori in grado di portarli avanti. Qual è il confine tra etica e coscienza medica?
Queste terapie sono una certezza terapeutica per alcune malattie come quelle ematiche. Un problema ben più grande è quando parliamo di potenziale applicazione nel campo delle malattie neurodegenerative a prognosi rapidamente infausta, qui ragioniamo con numeri molto limitati e tempi brevissimi. L'enorme dubbio che nasce è quello tra applicare solo cure palliative o tentare terapie non ancora dimostrate in modo chiaro a livello scientifico con rischio di potenziali effetti collaterali e scarsi risultati. In questo caso, a mio avviso, dovrebbe spettare al medico e non all’AIFA o al Ministero della Salute, decidere se applicare terapie sperimentali in fase ancora estremamente iniziale su bambini che non hanno alternative terapeutiche ed una prognosi di vita estremamente limitata. Tutto questo dovrebbe essere deciso sulla base delle conoscenze scientifiche specifiche del medico ed in base alla sua coscienza. Queste soluzioni, nonostante debbano essere in generale scoraggiate, non devono essere vietate in modo assoluto, ma possono essere ritenute giustificate in taluni occasioni e dopo aver fornito informazioni adeguate ai genitori ed ottenuto un consenso informato. Questo non significa utilizzare i bambini come cavia, ma dare loro una chance in più di vita.

 

Avete ricevuto attacchi mirati con precisione hanno messo alla gogna lei e il professor Bach
In effetti è vero, ma pazienza. Per certi aspetti in Italia è la regola. Tuttavia, mi preme ricordare per i più sapienti, coloro i quali in questi mesi non hanno fatto altro che gettare fango sul nostro lavoro, che senza l'apporto degli studi del Professor John Bach (Università di Newark, USA) la maggior pare dei bambini affetti da SMA tipo I sarebbe deceduta anche oggi nell'arco di pochissimi mesi, come è sempre successo. Solo i suoi studi, il suo volersi prendere carico contro il parere di chiunque e le sue numerose pubblicazioni sulla ventilazione assistita e sulle tecniche di assistenza alla tosse hanno permesso a questi bimbi di vivere più a lungo. Questo è il risultato di passione, studio e attenzione al malato e alla sua dignità. Per molti per questi bambini esiste come soluzione solo la morte.

 

Dottor Villanova, il nostro quotidiano aveva per primo smontato l’affermazione che le cellule staminali mesenchimali non si trasformassero in neuroni, su cui invece si è imperniata una sofisticata e allarmante operazione di disinformazione
Il problema della trasformazione in neuroni è del tutto strumentale, abbiamo visto che pazienti con sclerosi multipla hanno ripreso a camminare dopo aver effettuato infusioni di staminali emopoietiche. Il perché e come è accaduto è ancora oggetto di studio, ma intanto prendiamoci i risultati clinici definiti addirittura miracolosi, godiamo insieme della felicità di ammalati relegati da anni in carrozzina. Questi dati hanno ancora più avvalorato il fatto che le terapie cellulari stanno entrando sempre più nel trattamento di malattie devastanti neurodegenerative. Sottolineiamo che tutto ciò non sarebbe accaduto se i ricercatori ed i clinici si fossero fermati solo ad una potenziale soluzione farmacologica del problema.

 

Insomma, certificati importanti di tre piccoli pazienti erano alla portata di tutti coloro che potevano e volevano indagare dr Villanova?
In effetti in questo studio abbiamo allegato anche numerosi certificati di addetti ai lavori che attestano i miglioramenti. Insomma, come detto in precedenza la medicina aveva già dimostrato questi, bastava studiare con attenzione la documentazione nelle mani delle famiglie. Parliamo di risultati che io definisco unici e che qualcuno potrebbe contraddire solo con la dimostrazione di un miglioramento così eclatante e spontaneo in bimbi con SMA tipo I non trattati ed immobili da tempo, in effetti sarebbe una novità eclatante anche quella. Purtroppo, è impossibile, se così non fosse le morti non si giustificherebbero! Ho sempre sperato in un contraddittorio tra clinici, tra coloro che valutano solo l'effetto finale di un qualcosa. Sarebbe stato utile poter discutere con colleghi che abbiano la mia stessa esperienza e quella del Professor Bach, noi siano sempre stati disponibili per questo. Siamo medici poco propensi alle certezze assolute, specie quando parliamo di scienza, questa per esperienza è sempre un punto di partenza, mai di arrivo. Oggi questo lavoro è il risultato oggettivo di ciò che il mondo medico ha negato a priori con l’osservazione e la valutazione. I nostri risultati devono fornire una base di partenza per studi ulteriori, ma fino ad oggi non c'è studio al mondo che dimostra miglioramenti clinici in bambini con SMA tipo I con un qualsiasi trattamento farmacologico o altro, solo progressivo deterioramento. Ecco il vero motivo che con grande abnegazione ha spinto il sottoscritto e il professor Bach a non cestinare quello che con meraviglia ci aveva incuriosito. In fin dei conti non siamo noi a trarre beneficio da questo nostro lavoro, la nostra speranza è che ne traggono un giorno pazienti affetti da gravissime malattie.

Dr Villanova, in questa epocale disamina tra istituzioni, mondo scientifico e magistratura lascia davvero ora attoniti tutti, è emersa una verità processuale che non è assolutamente la verità oggettiva, tanto che questi piccoli malati sono stati scartati a priori, come se fosse una storia che non li riguardasse
Non sono mai entrato nel merito della vicenda giudiziaria che rispetto, tuttavia, sono stato sempre conscio che la verità scientifica non poteva essere fornita solo dall'indagine. Io, comunque, mi sono sempre attenuto a “innocent until proven guilty” in tutte le situazioni, compresa questa. Ho sempre collaborato con le Istituzioni. Purtroppo, per mesi ho subìto attacchi ingiusti solo per aver svolto il mio dovere. Non dimentico certamente il fatto di essere stato additato, da talune testate nazionali, tra gli indagati di questa vicenda, episodio che ha provocato in me un profondo dolore così come per i miei cari. Sottolineo che non lo sono mai stato e, per quanto possibile, ho sempre collaborato con chi mi ha ascoltato come persona informata sui fatti. Tutto ciò che ho svolto in questa vicenda l'ho fatto in modo gratuito e compassionevole. Quello che posso affermare è che siamo di fronte ad una vera tragedia, ad una caduta di civiltà ed abbandono di responsabilità civili e morali da parte di molti i quali hanno messo davanti i propri giochi di potere a discapito di chi soffre. Tuttavia, ho sempre creduto nei miei risultati nonostante le enormi difficoltà incontrare nella stesura di questo lavoro.

Dr Villanova, avremo modo di intervistare anche il Professor Bach?
Certo, per chi vuole il 30 Marzo sarà a Bologna.

Questa storia triste dimostra come si sta vivendo in un’epoca che identifica la conoscenza con la scienza e che tende ad applicare al metodo scientifico della quantità e della misura su ogni aspetto della vita dell’uomo, individuale e sociale. Ma la scienza non può decidere la qualità della vita e le sue scelte personali. Lo scartare le oggettività di questi bambini, volutamente sottaciute, ha permesso che le posizioni di scienziati che per etica e ruolo dovevano interrogarsi, prevalere invece lo scientismo con cui si è preteso di dare a tutto una risposta. Quando una società s’avvia verso la negazione e la soppressione della vita e il suo valore invero di immenso patrimonio umanistico, finisce per non trovare più le energie necessarie per adoperarsi a servizio del vero bene dell’uomo.

Inquietante ora rileggere le informazioni che il professor Umberto Cornelli, Adjunt Professor of Pharmacology, Loyola university School of Medicine, Chicago con una lettera a La Stampa aveva cercato di far comprendere: “La caratteristica delle cellule staminali è quella di contenere dei fattori (di crescita) che possono attivare la riparazione/differenziazione/duplicazione. Anche se appena iniettate in buona parte possono essere distrutte, esse liberano tali fattori (proprio in ragione della loro lisi) che possono collocarsi in zone irrorate, stimolando i processi sopra indicati. Pertanto non si può assolutamente disconoscere per esse un’azione indiretta. La soggettività delle risposte cliniche non può essere trascurata.”

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Star Wars Outlaws, il videogame di Ubisoft dedicato ai fan della saga

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Star Wars Outlaws, il nuovo videogame di Ubisoft per Pc, Xbox e PlayStation ambientato in uno degli universi più amati di sempre, si colloca tra L’impero Colpisce Ancora e Il Ritorno dello Jedi. Un periodo poco esplorato nel medium videoludico e in cui gli sviluppatori di Massive Entertainment hanno voluto raccontare la loro storia. Una vicenda che mette da parte potenti Jedi e leggendari eroi per mettere i giocatori nei panni di una protagonista del tutto inedita che, con sguardo sognante verso le stelle, fantastica di un’opportunità che possa cambiare in modo radicale la sua vita piuttosto banale e ben poco avvincente. Kay Vess, questo è il suo nome, è un’abile ladra, che si destreggia nel borseggiare ignari passanti per le strade di Canto Bight fin da quando era bambina. Divenuta adulta, vive con il suo fido quanto intelligentissimo animaletto Nix nella mansarda di un locale gestito dal suo amico Bram, mentre sogna di poter finalmente mettere a segno un colpo che le permetta di acquistare una nave e lasciare per sempre le fatiscenti strade di Canto Bight. L’occasione finalmente si presenta quando viene invitata ad unirsi ad una rapina ai danni di un potente e ambizioso signore del crimine di nome Sliro, a capo del Sindacato dei Zerek Besh. Questo primo colpo fungerà da tutorial, che proseguirà con una rocambolesca fuga a bordo della nave privata di Sliro, la Trailblazer, per poi concludersi con un atterraggio di fortuna sulla ventosa luna di Toshara, pianeta mai apparso nella saga e creato per l’occasione con la collaborazione di Lucasfilm Games. Risvegliatasi dall’atterraggio e con il marchio della morte (una taglia che attrae i più letali killer della galassia) che pende sulla sua testa, Kay per la prima volta si trova finalmente libera di plasmare il proprio destino. In compagnia del fido Nix, la ragazza raggiunge la capitale Mirogana, una città caotica e brulicante di vita. Qui il mondo dei Sindacati pullula di traffici e operazioni, un posto perfetto per Kay Vess di dimostrare le sue qualità e iniziare a costruirsi una reputazione agli occhi di Signori del Crimine, Pirati, Mercenari e Imperiali. Tutti hanno bisogno delle abilità di Kay per i propri loschi affari. Abilità che la faranno notare da Jayken, un ambizioso criminale pronto a reclutarla per effettuare una delle più ambiziose rapine mai fatte nella Galassia, accompagnato dal misterioso Droide pistolero ND-5. Per Kay si presenta finalmente l’opportunità della vita, ma non si sfugge al passato. Vecchi e nuovi nemici tramano nell’ombra, in un intreccio che porterà la protagonista fino agli angoli più remoti della Galassia in un’avventura avvincente quanto pericolosa. A livello di giocabilità, Star Wars Outlaws si presenta come un action game open world che vede Kay muoversi tra le grazie dei Sindacati del Crimine, che nelle 30 ore necessarie ad arrivare ai titoli di coda, dovrà reclutare la migliore banda della galassia per poter realizzare il colpo del secolo, esplorando cinque pianeti, ognuno con i propri biomi, fauna e flora. Le ore di gioco diventano però molte di più se si vuole completare i numerosi incarichi secondari che il gioco offre, arricchendo notevolmente l’esperienza complessiva di gioco. Il titolo ricrea per ogni pianeta delle vaste aree interamente esplorabili, le cui dimensioni variano notevolmente da mondo a mondo, con la protagonista che può viaggiare ovunque voglia. Nella maggior parte dei pianeti sono presenti una città principale, che funge da Hub per varie attività, più diversi insediamenti sparsi per la regione, tutti ricchi di opportunità per una ladra come Kay per iniziare a farsi le ossa nel crimine organizzato. Per muoversi tra le vaste aree dei pianeti più grandi si può fare affidamento allo Speeder presente all’interno della Trailblazer. Questo è l’unico mezzo di trasporto di terra pilotabile, nonostante si vedano sfrecciare per le strade numerosi altri veicoli. A piedi invece il giocatore può fare affidamento sulla notevole agilità di Kay per scalare montagne o edifici, facendo magari sapiente uso del suo versatile rampino e compiendo azioni acrobatiche.

Joypad alla mano Star Wars Outlaws si presenta come un classico action game in terza persona ma le idee messe sul tavolo da Massive hanno avuto la Forza di arricchire e variare l’esperienza in modi davvero molto interessanti. Primo fra tutti è la presenza dei già citati Sindacati criminali. Essi hanno una propria base collocata nel pianeta e ogni Sindacato dispone di agenti pronti ad assegnare missioni, oltre che venditori specializzati dove acquistare i materiali e l’equipaggiamento più raro e interessante. Per far salire la reputazione presso un Sindacato e avere così accesso a vantaggi e merce sempre migliore, bisogna completare incarichi di varia natura, come l’infiltrazione nelle basi nemiche, recuperare merci nascoste, sabotaggi e altri tipi di operazioni. Oltre a svolgere incarichi, un altro modo per guadagnarsi la fiducia di uno dei Sindacati è vendere i segreti di una organizzazione ad un’altra, oppure alla fine di alcuni incarichi tradire il committente per favorire un’organizzazione rivale. Tutto è nelle mani di chi gioca, e una canaglia esperta sa sempre come riuscire a farsi alleate tutte e quattro le organizzazioni criminali. Se non si sta attenti invece, si rischia di farsele nemiche, con tutte le complicanze del caso, come non essere più ammessi nella loro base o venire braccati dai loro sicari. In Star Wars Outlaws oltre a dover gestire la Reputazione agli occhi dei signori del crimine, sarà opportuno prestare attenzione a non infrangere la legge. In quel caso bisognerà vedersela con l’Impero, decisamente più attrezzato e letale dei Sindacati. Nel caso si venga colti a commettere un reato ai danni dell’Impero, verrà emesso un ordine di cattura nei confronti di Kay, di fatto il classico stato di “ricercato” visto in molti titoli open world. In questo caso, per rimuovere tale status, occorre infiltrarsi in uno dei vari posti di blocco Imperiali, manomettere il terminale e rimuovere il proprio mandato di ricerca. Anche se alcuni Ufficiali Imperiali sono disposti a chiudere un occhio, dopo il dovuto pagamento ovviamente. Si sa, anche nell’universo di Satr Wars la corruzione è presente e ad alcuni imperiali il denaro extra piace molto. Tra una missione e l’altra, esplorando i mondi di gioco, ci si può imbattere in diverse attività secondarie. Nei pianeti principali ci sono diversi segreti da scoprire come antichi tesori da recuperare, misteriose trasmissioni da seguire, Avamposti da saccheggiare, Specialisti da reclutare e minigiochi molto divertenti. Ci sono attività per tutti i gusti e proposte in notevole varietà da tenere incollati allo schermo per ore. Per quanto riguarda i momenti più concitati di Star Wars Outlaws, il gioco propone due approcci diversi: l’assalto diretto con blaster in mano, oppure un approccio più furtivo, con la collaborazione straordinaria del sempre fedele Nix. Il simpatico animaletto infatti svolge un ruolo fondamentale nel gameplay, con la possibilità di fargli svolgere diverse azioni come distrarre nemici, rubare chiavi dalle tasche di Ufficiali Imperiali, Sabotare attrezzature nemiche, innescare dispositivi esplosivi e attivare interruttori altrimenti irraggiungibili. La ricca varietà di possibilità, unita a un ricercato level design degli scenari, offre al giocatore un vasto ventaglio di strategie da utilizzare. Non c’è mai un’unica strada per arrivare all’obiettivo. Sta al giocatore scegliere la migliore. Studiare una base nemica da una distanza di sicurezza, facendo saggio uso del binocolo, è un’ottima tattica per individuare strade, condotti segreti, pareti scalabili e percorsi di pattuglia nemica. Inoltre, l’esplorazione dei mondi di gioco ripaga sempre. Certo, ci si può dedicare solo alla splendida quest principale, ma il vero cuore pulsante di Star Wars Outlaws è vivere pienamente la ricca esperienza che l’opera propone. Anche perché solamente svolgendo determinati incarichi o esplorando particolari luoghi, si possono ottenere potenziamenti necessari per migliorare le proprie abilità, l’equipaggiamento e i mezzi a disposizione. Kay infatti, grazie all’aiuto di determinati personaggi chiamati Specialisti, può migliorare le sua abilità nell’infiltrazione e nel combattimento. Per esempio può insegnare a Nix come sabotare gli allarmi, oppure c’è l’abilità “Parlantina”, che nel caso si venga scoperti da una guardia in territorio nemico, dà a disposizione diversi secondi extra, dove Kay proverà a distrarlo a riempiendolo di parole, per evitare che dia l’allarme. Magari avvicinandosi lentamente e stordendolo con un pugno, o magari comandando a Nix di attaccarlo alle spalle. Più si evolverà Kay, più la propria rosa di abilità e di possibilità aumentano, arricchendo l’esperienza.

Nel gioco è presente inoltre una componente di crafting. Con i giusti materiali, Kay può migliorare le statistiche e le funzioni del suo blaster, la varietà di granate che può trasportare nella borsa, la potenza e velocità del suo speeder, i sistemi e le armi della Trailblazer e molto altro ancora. Oltre a ciò, rinvenendo alcuni tesori nascosti, si possono ottenere vernici uniche e accessori, con cui personalizzare esteticamente la pistola laser, la nave e lo speeder. Per quanto riguarda il combat system di Star Wars Outlaws, Kay può trasportare con sé solamente il suo fido blaster, potenziabile e dotato di munizioni infinite, cercando però di stare attenti a non surriscaldarlo. Le altri armi che si rinverranno durante i combattimenti, che comprendono fucili, mitragliatori, lanciagranate, fucili di precisione e così via sono solo armi temporanee, nel senso che Kay può raccoglierle e utilizzarle, ma non riporle in qualche fondina o borsa. Oltre a donare un certo realismo, questa meccanica spinge il giocatore a valutare bene il proprio approccio man mano che si presentano situazioni diverse. Oltre al suo immancabile blaster, Kay ha con sé due gadget essenziali: il Connettore e l’Apricodici. Il primo permette di scassinare serrature di bauli e porte, tramite un simpatico minigioco ritmico. L’altro invece permette di violare terminali e computer, attravrso un minigioco di hacking, accedendo così alla possibilità di manomettere torrette, scudi energetici e altre funzioni. Un parte essenziale dell’esperienza nell’opera di Massive sono i viaggi stellari, a bordo della Trailblazer. Questa nave funge da vero e proprio hub, dove si può potenziare l’equipaggiamento, cambiare abbigliamento, gestire gli incarichi e ovviamente decollare verso nuovi mondi. Una volta seduti al posto di comando, si può avviare il decollo in qualunque momento e attraverso una suggestiva sequenza senza stacchi, la nave prenderà il volo e arriverà nello spazio perfettamente pilotabile, mascherando i caricamenti con l’attraversamento di una coltre di nubi e dando l’illusione di un universo vasto e complesso. Le orbite dei vari pianeti sono delle vere e proprie macro-aree liberamente esplorabili, con attività da svolgere, tesori da recuperare, relitti abbandonati da saccheggiare e stazioni spaziali dove poter atterrare, in cerca di nuove opportunità. Le fasi a bordo dell’astronave sono particolarmente ben inserite e si amalgamo perfettamente con il resto dell’esperienza di gioco, dando vita ad ardite fughe tra ammassi di asteroidi o violenti battaglie in perfetta armonia con l’essenza di Star Wars. Dal punto di vista tecnico, Star Wars Outlaws convince ma non stupisce. Il colpo d’occhio risente di texture non sempre definite e di un pop-in piuttosto frequente, con in più volti dei personaggi dalle animazioni facciali non proprio espressive. In generale, manca quel tocco di classe che ci si aspetterebbe da una produzione così importante e, se giocato in modalità Prestazioni a 60 fps (non sempre fissi), la risoluzione dinamica sembra tendere fin troppo spesso ai 720p che non ai 1080p, con risultati che si possono facilmente immaginare. Il nostro consiglio, se si riesce a rinunciare ai 60fps, è di optare per la modalità Qualità a 30 fps, se non altro per godere di una risoluzione più elevata e di un colpo d’occhio complessivamente più solido e meno “slavato”. Il recente aggiornamento ha migliorato qualcosa a livello di glitch e stabilità del frame-rate, ma è indubbio che questo è il problema più grande della produzione. Più solido invece il comparto audio, con una colonna sonora orchestrale di prim’ordine che riprende e rielabora con maestria i temi classici di John Williams, effetti sonori curati e un doppiaggio in inglese di prim’ordine, anche se spiace non trovare quello in italiano per un titolo di così forte richiamo. Tirando le somme, Star Wars Outlaws è l’esperienza che ogni fan di Star Wars dovrebbe vivere. L’opera di Massive è una lettera d’amore verso la saga, eccellendo nel proporre un’avventura ricca e variegata, tessuta perfettamente all’interno di una storia più ampia. Il titolo non risulta perfetto, con bug e glitch che compromettono l’IA dei nemici, rendendo gli scontri a volte sbilanciati. Ma mai come adesso questa Galassia ha preso vita in una veste così ricca. A noi, da vecchi fan della saga, il titolo è piaciuto e se anche voi amate l’universo di Guerre Stellari cosa aspettate? Acquistatelo senza alcun dubbio. Non ve ne pentirete.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica:8
Sonoro: 9
Gameplay: 8,5
Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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YouTube lancia “Ask Music” e con l’IA crea playlist a misura di utente

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Google sta portando l’esperienza musicale a un livello del tutto superiore e innovativa con il lancio di “Ask Music”, una funzionalità basata sull’intelligenza artificiale che trasforma richieste di testo in playlist personalizzate. Stando agli utenti che hanno già provato la novità, come il sito 9to5google, dietro alla possibilità di ricevere liste di canzoni specifiche c’è Gemini, l’intelligenza artificiale di Google già presente come app per gli smartphone e integrata nei dispositivi mobili Pixel. Il funzionamento è simile a ciò che accade quando si chiede ad chatbot di generare un testo o una foto: si entra nell’app di YouTube Music, si apre la finestra di conversazione con Ask Music, e si inserisce un testo che identifica il genere di musica preferito. “La funzionalità appare come una scheda viola nel feed principale” scrive 9to5google. “Toccando l’icona si avvia un’interfaccia di chat a schermo intero con la possibilità di inserire poche parole o intere frasi”. In pochi istanti, viene creata una playlist su misura, completa di un titolo che descrive l’atmosfera o il genere desiderato. Sebbene Google non lo specifichi, la presenza dell’icona a scintilla, tipica del suo modello di intelligenza artificiale più avanzato, Gemini, suggerisce che sia proprio quest’ultimo a guidare la nuova funzionalità. Grazie all’IA, “Ask Music” è in grado di comprendere sfumature linguistiche complesse e di interpretare concetti astratti come “nostalgia” o “energia”. Per ora, la piattaforma è disponibile per gli abbonati a YouTube Premium su dispositivi Android. Tuttavia, 9to5google prevede un’espansione nel corso dell’anno. Insomma, da adesso in poi trovare la musica più adatta al proprio umore, al proprio evento o semplicemente che si desidera ascoltare in quel preciso momento è davvero molto semplice. Basta chiedere e l’IA si preoccuperà per noi di procurare quanto chiesto. Ovviamente più saremo accurati e maggiormente preciso sarà il risultato finale.

F.P.L.

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Castlevania Dominus Collection, una vera perla per gli amanti della saga di Konami

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Castlevania Dominus Collection è senza ombra di dubbio un vero e proprio pezzo da collezione per gli appassionati della serie dedicata alla lotta contro il malvagio Dracula. Questa raccolta, in particolar modo, offre un viaggio nel cuore di uno dei franchise più iconici di Konami ed è disponibile su PlayStation 5, Nintendo Switch, Xbox Series X|S e Steam. Il titolo include tre classici della serie Castlevania originariamente pubblicati per Nintendo DS, e sono: Castlevania: Dawn of Sorrow (2005), Castlevania: Portrait of Ruin (2006) e Castlevania: Order of Ecclesia (2008). A completare il pacchetto, troviamo due titoli bonus: Haunted Castle, la versione arcade di Castlevania, e Haunted Castle Revisited, una versione reimmaginata e ridisegnata del classico arcade con musiche riarrangiate, grafica migliorata e una giocabilità anch’essa più smart e meno legnosa. Il cuore pulsante di Castlevania Dominus Collection ovviamente risiede nei tre titoli principali per Nintendo DS, che rappresentano il periodo di massimo splendore della serie nella sua incarnazione portatile. Ognuno di questi giochi infatti è unico nel suo approccio al gameplay, ma tutti condividono quella particolare atmosfera gotica e quel livello di sfida che i fan della serie hanno imparato ad apprezzare fino in fondo. Dawn of Sorrow riprende la formula di Aria of Sorrow per Game Boy Advance, aggiungendo un sistema di magia basato sui simboli e un’ambientazione ricca di dettagli. Portrait of Ruin si distingue per la sua meccanica di gameplay a coppie, dove il giocatore può alternarsi tra due personaggi con abilità uniche, mentre Order of Ecclesia introduce un sistema di combattimento innovativo e una protagonista femminile, Shanoa, che utilizza glifi magici per sconfiggere i mostruosi antagonisti. Castlevania Dominus Collection non si limita a riproporre i giochi così come erano, ma offre una serie di opzioni che rendono l’esperienza di gioco più accessibile e moderna. La funzione di riavvolgimento, ad esempio, permette di tornare indietro nel tempo in caso di errore, una manna dal cielo per affrontare i momenti più difficili senza dover ricominciare da capo. Il quick save e il load-game sono disponibili in ogni momento, rendendo possibile salvare i progressi anche nei momenti più intensi. Inoltre, il layout dei controlli e il display per il dual screen, caratteristico dei giochi per DS, sono completamente personalizzabili, permettendo al giocatore di adattare l’esperienza alle proprie preferenze. Insomma, un bel insieme di cose per rendere l’esperienza più accessibile a tutti.

Come già accennato Castlevania Dominus Collection,oltre ai tre giochi principali, Haunted Castle e Haunted Castle Revisited, due titoli che offrono un diverso tipo di sfida rispetto ai classici per DS. Haunted Castle è la versione arcade di Castlevania, un gioco che, pur nella sua semplicità, rappresenta una parte importante della storia della serie in quanto la versione arcade classica rappresenta una vera e propria sfida per tutti coloro che cercano un intrattenimento difficile e appagante. La versione Revisited, invece, è una reinterpretazione moderna, con grafica aggiornata e un gameplay migliorato che garantisce una nuova prospettiva su un classico del passato. L’esperienza è sicuramente più accessibile della versione arcade, ma poter arrivare allo scontro con Dracula e poter salvare la sposa non è mai stato così avvincente. Insomma, con queste versioni di Haunted Castle, anche i giocatori di vecchia data potranno tornare indietro nel tempo e rivivere l’esperienza vissuta nel 1987. Castlevania Dominus Collection, essendo un titolo dedicato agli amanti della saga, offre anche una ricca modalità galleria, dove i giocatori possono esplorare artwork inediti, bozzetti di sviluppo, istruzioni e packaging originali. L’enciclopedia inclusa è un compendio completo ed esaustivo che contiene dati su nemici, equipaggiamenti, oggetti e altro ancora, rendendola una risorsa preziosa per chi vuole immergersi completamente nell’universo di Castlevania. Infine, il lettore musicale integrato permette di ascoltare tutte le tracce audio originali dei singoli giochi e di creare playlist personalizzate con i propri brani preferiti, un tocco di classe che aggiunge ulteriore valore alla collezione. Castlevania Dominus Collection è indubbiamente un prodotto di nicchia, destinato al novanta per cento ai fan della serie e a coloro che hanno già avuto modo di apprezzare questi giochi all’epoca della loro uscita originale. Tuttavia, l’ottimo lavoro di porting, le opzioni di personalizzazione e i contenuti aggiuntivi rendono questa collezione interessante anche per chi si avvicina alla serie per la prima volta. Va detto che, nonostante la qualità dei giochi, il peso degli anni si fa sentire. Le meccaniche di gioco, per quanto ancora solide e divertenti, possono apparire datate a un pubblico abituato a standard più moderni. Tuttavia, è proprio questa fedeltà all’originale che renderà felici i puristi, che potranno rivivere le stesse emozioni di un tempo senza compromessi. Tirando le somme, Castlevania Dominus Collection dimostra ancora una volta quanto la serie sia riuscita a lasciare il segno sui vari sistemi operativi in cui si è manifestata. Resta di certo l’amaro in bocca per la mancanza di un nuovo capitolo da ormai dieci anni, senza contare che non si ha ancora notizia di una riproposizione del memorabile Symphony of the Night al pubblico, ma i tre capitoli per Nintendo DS qui proposti sono ancora oggi favolosi da giocare. Che si voglia rivivere l’esperienza intransigente degli originali o che si preferisca utilizzare i miglioramenti di qualità della vita rappresentati dalla possibilità di riavvolgere il tempo e di salvare in ogni momento, in ogni caso Dawn of Sorrow, Portrait of Ruin e Order of Ecclesia sono capaci di garantire decine di ore di intrattenimento di altissima qualità, permettendo anche a chi non li aveva giocati negli anni 2000 di scoprire tre videogiochi che rappresentano eccellenze assolute. Provatelo, scoprite se non lo avete mai fatto l’incredibile profondità della serie e provate a battere i giochi senza gli “aiutini” per un’ esperienza indimenticabile.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8
Sonoro: 8,5
Gameplay: 8,5
Longevità: 9

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino lise

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