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Latina

SABAUDIA: NICOLA ZINGARETTI BATTEZZA LA NUOVA RSA SAN RAFFAELE SABAUDIA

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Tempo di lettura 2 minuti Zingaretti: “La San Raffaele Sabaudia è la conquista di tutti. Un punto di svolta per la sanità laziale. Non è una parentesi ma la conferma del cambiamento intrapreso”

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Redazione

Sabaudia (LT) – «Questa RSA è importante per il territorio ma è soprattutto un tassello decisivo per il sistema sanitario del Lazio. Non è una parentesi ma la conferma che è stata intrapresa la via del cambiamento. Il San Raffaele Sabaudia è una conquista di tutti, è il punto di svolta del sistema sanitario regionale».
Ha esordito così il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti  che ieri ha partecipato all’inaugurazione della RSA San Raffaele Sabaudia, residenza accreditata con il servizio sanitario regionale, tra i primi esempi nel Lazio di project finance e public private partnership.

«La nostra ambizione» ha sottolineato il Presidente, «è provare ad essere utili a quanti hanno bisogno di risposte, è cercare di ridare la speranza in un momento particolare di crisi e totale sfiducia dei cittadini nelle istituzioni. E la speranza riparte solo dall’umiltà di provare ad ascoltare la sofferenza e le esigenze di chi soffre».
Una fase nuova dunque per la sanità regionale che da ieri vanta una nuova realtà socio sanitaria proseguendo il processo di crescita organizzativa tesa ad interpretare il bisogno crescente di presa in carico dei cittadini fragili. Del resto i più recenti dati ISTAT parlano chiaro. L’Italia è fra i Paesi con la più alta percentuale di anziani. A gennaio 2007 vi erano in totale poco più di 59 milioni di persone di cui quasi 12 milioni (circa il 20%) con età superiore a 65 anni. La percentuale di coloro che superano i 65 anni rispetto al totale della popolazione è passata dal 6,2% agli inizi del secolo scorso al 20% del 2007 e si stima arriverà al 26,5%nel 2030.

«Questi numeri» ha commentato Natale Santucci, Direttore Medico Aziendale del Gruppo San Raffaele, «ci indicano che la corretta via intrapresa dalla Regione di potenziare l’offerta socio sanitaria con la creazione di strutture come quella che oggi stiamo celebrando, è sicuramente  la strada giusta e quella più aderente  alla realtà». «Se è vero, ed è vero», ha con veemenza sottolineato, «che le problematiche economiche, i tagli e gli accorpamenti, la spending review, impongono scelte coraggiose e libere da lacci ideologici, è auspicabile che iniziative quali questa, espressione nella concretezza di un grande successo collaborativo di integrazione pubblico privato, possano implementarsi e diffondersi ulteriormente».

Pronta e incisiva è arrivata la risposta del Governatore: «è vero che con i tagli i conti tornano, ma la Costituzione della Repubblica Italiana dice che la salute è un diritto. E quindi io lo dico, non potrò essere soddisfatto come Presidente se noi arriviamo a un equilibrio di bilancio e a disavanzo zero ma poi la gente muore per strada perché non sa dove andare, perché abbiamo chiuso tutto. Non può essere questa la soluzione. Allora noi dobbiamo trovare un punto di equilibrio. E il punto di equilibrio è qui, in questa struttura».
Alla cerimonia di inaugurazione e benedizione della residenza pontina officiata da S.E. Monsignor Mariano Crociata, Vescovo di Latina, Terracina, Sezze e Priverno, hanno presenziato anche il Direttore Generale della ASL di Latina, Michele Caporossi, il primo cittadino Maurizio Lucci e il top management del Gruppo San Raffaele tra cui il Presidente Carlo Trivelli, gli Amministratori Delegati Alberto Bertolini, Antonio Vallone e Vincenzo Mariscotti.
 

Cronaca

Roma e Latina, traffico di droga: sequestro beni da 4,5 milioni a capi organizzazione

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Maxi sequestro di beni da circa 4,5 milioni di euro tra Roma e Latina. Ad eseguire il provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca i poliziotti della Divisione Anticrimine della Questura di Roma. Interessati beni e assetti societari, tra cui immobili e società riconducibili ai tre capi di un’associazione dedita al traffico di droga recentemente arrestati nell’ambito di un’operazione della Squadra Mobile coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Sulla base di accertamenti svolti dalla Divisione Anticrimine di Roma sarebbe emerso che dall’attività illecita avrebbero accumulato ingenti proventi reinvestendoli in parte in società di sale scommesse a Pomezia e Ardea e in una rivendita di veicoli a Roma, e, in parte, nell’acquisizione di proprietà mobiliari, immobiliari e in polizze assicurative. Tra i beni interessati dal sequestro disposto dal Tribunale di Roma – Sezione delle Misure di Prevenzione di Roma – 4 compagini societarie e 4 immobili, tra cui una villa di notevoli dimensioni con piscina.

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Cronaca

Cisterna di Latina, duplice omicidio: lei si è salvata scappando dalla finestra

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Desyrée Amato, la 22enne sopravvissuta ieri alla furia dell’ex fidanzato che a Cisterna di Latina ha ucciso la sorella e la madre della giovane (49 e 19 anni), è riuscita a salvarsi fuggendo dalla finestra del bagno dove si era rifugiata. Cristian Sodano, finanziere di 27 anni, dopo aver sparato alle due donne con l’arma d’ordinanza ha seguito la ragazza in bagno e ha sfondato la porta a calci. Lei è riuscita a scappare dalla finestra e a nascondersi in una legnaia in giardino, poi ha raggiunto la strada dov’è stata trovata in stato di choc. Nel pomeriggio di ieri l’uomo – originario di Minturno ma in servizio nel reparto navale di Ostia – è arrivato nella casa delle tre donne, nel quartiere San Valentino. Al culmine di un litigio ha aperto il fuoco. Alcuni quotidiani scrivono che l’uomo aveva dormito in quella casa soltanto la notte prima del duplice omicidio, nonostante la rottura sentimentale. “Ho litigato e poi ho sparato”, ha detti ai poliziotti che l’hanno arrestato.

Nei confronti di Sodano la procura di Latina ha emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto, scattato dopo le indagini della Squadra Mobile e l’interrogatorio davanti al pm di turno, durante il quale l’uomo ha confessato la sua responsabilità, confermando quanto già dichiarato in prima battuta agli agenti intervenuti sul posto. Al termine degli atti di rito, è stato portato in carcere in attesa della convalida.

Secondo quanto si apprende Cristian Sodano, questo il nome dell’uomo, avrebbe ucciso Nicoletta Zomparelli e Reneé Amato dopo che queste erano probabilmente intervenute per difendere la sua ex fidanzata, Desyrée Amato. Il 27enne è stato rintracciato e portato in Questura dagli agenti della squadra mobile nel quartiere Q4 mentre stava cercando di raggiungere casa, nei pressi dell’abitazione di un parente. 

Di Reneé Amato e della sorella Desyreé si sa che avevano la passione per il ballo, come emerge dalle immagini sui loro profili social: la giovane uccisa aveva anche vinto qualche premio. La madre Nicoletta Zomparelli lavorava in un’agenzia immobiliare. 

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Cronaca

Pontinia, maltrattamenti di animali: chiusa azienda zootecnica

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La titolare è stata denunciata per maltrattamento di animali, scarico non autorizzato di acque reflue industriali e attività di gestione di rifiuti non autorizzata

Nella giornata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Pontinia, unitamente alle componenti specializzate del Gruppo Carabinieri Forestali di Latina, del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Latina e con il supporto del Servizio Veterinario dell’A.S.L. di Latina, hanno effettuato un controllo presso un’azienda zootecnica di Pontinia operante nell’allevamento di bufale.
Durante l’ispezione i Carabinieri ed i Veterinari hanno potuto accertare come gli animali fossero allevati e tenuti in condizioni non compatibili con le proprie caratteristiche etologiche.
Nello specifico gli operanti hanno rilevato come gli animali fossero costretti a stabulare in consistenti liquami, senza acqua, con mangimi contaminati.

Gli animali, di cui molti vitellini legati, sono stati inoltre riscontrati affetti da varie problematiche sanitarie e la mancanza dei requisiti minimi per la gestione degli stessi, con evidente sofferenza del bestiame e compromissione della salute degli animali.

Nella stessa azienda sono state trovate, poco distante dalle stalle, due carcasse di vitelli bufalini non smaltiti ed una discarica abusiva di rifiuti speciali pericolosi, nonché lo scarico nel canale attiguo all’azienda dei liquami e reflui prodotti dall’azienda.

Per tutti questi motivi l’azienda ed i 117 animali sono stati posti sotto sequestro. La titolare è stata denunciata per maltrattamento di animali, scarico non autorizzato di acque reflue industriali e attività di gestione di rifiuti non autorizzata.

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