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CIAMPINO: L'OBIETTIVO DI CAMBIARE E' SEMPRE ALL'ORDINE DEL GIORNO

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Crediamo che solo la politica possa darci: un nuovo poliambulatorio, il nuovo IGDO, la tombatura del tracciato ferroviario, meno traffico e più piste ciclabili, meno inquinamento, scuole e asili migliori, giardini curati e fontane meno tristi.

 

di Domenico Di Pietro

Ciampino (RM) – Mi diranno che sono banale. Mi faranno presente che scrivo di cose scontate o inutili. Qualcuno mi evidenzierà che tanto non cambia nulla e le cose vanno in questo modo. Voglio però scrivere lo stesso. Oggi ne sento terribilmente il bisogno, perché per chi come me vive a Ciampino, per chi è semplicemente e per certi versi forzatamente e inevitabilmente ciampinese, forse alla fin fine l’attuale andazzo delle questioni amministrative cittadine non è proprio così scontato. Non ci si può arrendere senza lottare per le proprie idee.
 

Vogliamo un Comune trasparente e ben organizzato

Il Comune di Ciampino amministra una parte di territorio e per farlo si serve anche di una tecnostruttura, di fornitori e di tasse pagate dai cittadini che per il fatto di vivere in città devono pagare alcuni servizi.  Poi tutto dovrebbe funzionare, compresi i fiori nei giardini e le fontane luminose nelle piazze. Tutto molto semplice in teoria.
In alcune città, specie del Nord Europa, questa semplice equazione non dovrebbe nemmeno essere spiegata. Le cose funzionano da sempre. Una perfezione che appare perfino triste. A volte non si trova neppure una carta per terra. Una noia infinita direbbe qualcuno. Il Comune è una casa di vetro pulita e profumata. Sarà anche noia ma alla fin fine è solo organizzazione e senso civico.
La politica dovrebbe,infatti, amministrare con concretezza e dare anche impulsi strategici  per immaginare il futuro di una città e dei suoi cittadini. Con il passare degli anni, si vedono i risultati, e la qualità della vita è una diretta conseguenza delle scelte che vengono fatte.
A Ciampino, invece, basta entrare in città e non avere i paraocchi per dare un giudizio negativo. Un giudizio oggettivo. Ciampino è bruttina e negli ultimi anni non è stata amministrata benissimo.  Su questo giudizio concordano un po’ tutti. Ovviamente chi viene da fuori è ancora più spietato, e dal bruttino passa ovviamente con velocità al brutto. L’amico che ti viene a trovare ti dice subito: ma a Roma quando ci andiamo? Oppure: andiamo a mangiare una pizza a Frascati? Insomma affonda impietosamente il dito nella piaga.
I cittadini di Ciampino hanno recentemente potuto votare, e hanno confermato alla direzione amministrativa la stessa classe dirigente che aveva amministrato negli ultimi anni. E’ anche vero che molti cittadini non hanno votato. Molti cittadini ciampinesi hanno votato,invece, per chi si opponeva a quanto fatto dalle passate amministrazioni. Moltissimi cittadini non sono andati a votare per il Sindaco al ballottaggio. Un dato molto negativo. In pratica hanno detto chiaramente che chi amministra Ciampino non è affare loro. Sono completamente disinteressati. Una questione inutile e banale.
Questi cittadini sono stati molti. Un numero impressionante che è una grave danno alla democrazia e alla città. Un dato che però deve essere tenuto presente e sul quale riflettere. Questa è una delle malattie che affligge la città.

Tra questi signori vi sono sicuramente i molti delusi dalla politica, ma vi sono anche i qualunquisti e i “cani sciolti” che sporcano la città, parcheggiano in doppia fila e sugli stop e non puliscono gli escrementi dei cani dai marciapiedi. Vi sono anche i maleducati che rompono e sporcano i muri e che sono il frutto della sottocultura e dell’abbandono socio-politico. Troviamo però anche molti cittadini che la politica lascia ai margini della città e della partecipazione perché troppo impegnati con il lavoro o con la famiglia e con i vari problemi di tutti giorni. Troviamo tanti professionisti che non vengono coinvolti perché alla fine meno sono le persone che si interessano alla politica è meglio è. Si tratta di un errore, perché per far crescere la città abbiamo bisogno di maggiore partecipazione ai problemi della città da parte di tutti. Compito dei partiti è proprio quello di non chiudersi a riccio e di cercare di allargare il dibattito.
 

La partenza della nuova Giunta Comunale Terzulli

Adesso a Ciampino abbiamo un nuovo Sindaco e una nuova Giunta. A dire il vero, si tratta in gran parte della precedente classe dirigente che è stata riconfermata in blocco al governo della città. Sembrano animati però da una nuova spinta propulsiva, e contano molto su un rinnovato asse di collaborazione tra: Comune-Regione e Governo Nazionale ed Europeo.
Dobbiamo rispettarli, controllarli e spronarli a fare bene per il semplice fatto che oggi come oggi a Ciampino si vive molto male e solo la politica, insieme all’iniziativa privata ben regolamentata, possono tirarci fuori dai guai.
Del resto noi cittadini paghiamo le tasse e abbiamo il diritto di avere servizi moderni e una città moderna e interessante da vivere. Vediamo cosa riusciranno a fare in questi primi mesi e poi giudichiamo. Del resto già dalla partenza della nuova amministrazione Terzulli si potrà dare un primo giudizio su questa tanto auspicata inversione di tendenza.
Crediamo che solo la politica possa darci: un nuovo poliambulatorio, il nuovo IGDO, la tombatura del tracciato ferroviario, meno traffico e più piste ciclabili, meno inquinamento, scuole e asili migliori, giardini curati e fontane meno tristi.
Dobbiamo allora lavorare tutti insieme per raggiungere questi obiettivi. Lo dobbiamo fare per noi stessi e per i nostri figli. Dobbiamo pretendere che la nuova amministrazione raggiunga gli obiettivi. Dobbiamo passare dalle fontane tristi alla Smart City.
 

Ciampino e il progetto Print

Del progetto Print si è parlato superficialmente durante la campagna elettorale per le amministrative. Recentemente l’Osservatore d'Italia a firma di Daniele Rizzo è tornato sul tema con una documentata inchiesta giornalistica. [ 25/06/2014 CIAMPINO, GRUPPO CAVICCHI: OMBRE E LUCI DI UN PROGETTO TRA PRIVATI E ROMA CAPITALE. PARTE L'INCHIESTA DE L'OSSERVATORE D'ITALIA ] Il giornalista si è chiesto come mai il Comune di Ciampino e l’Unione Commercianti non abbiano ancora detto nulla in merito.  Dall’inchiesta giornalistica emerge un panorama fatto di luci e di ombre e si invita il Comune di Ciampino a prendere il prima possibile visione dell’intera faccenda e di fare richiesta per essere ammessi al tavolo delle osservazioni, perché anche se il territorio interessato non è di sua competenza, le conseguenze che ne potranno derivare potranno interessare decisamente Ciampino. Vediamo allora cosà dirà il Sindaco Terzulli a questo proposito. Aspettiamo una presa di posizione ed analisi attente su di un progetto complesso e che avrà ricadute rilevanti sul territorio comunale. Del resto martedì 8 Luglio è il termini ultimo per la presentazione delle eventuali osservazioni. Attendiamo anche una presa di posizione delle attuali opposizioni all’attuale amministrazione Terzulli. Il problema riguarda anche i numerosi cittadini da loro rappresentati.
 

Il ruolo delle opposizioni

Fino ad ora registriamo solo una dichiarazione molto intelligente dell’Avv.Boccali che-nel fare gli auguri al nuovo Sindaco Terzulli- ha dichiarato su di un giornale on-line:«Risolvere tutti i problemi ereditati non sarà cosa semplice, soprattutto se non si deciderà ad uscire da quella mentalità particolaristica che tanti danni ha fatto nel passato». Ci sentiamo di condividere pienamente. Lo abbiamo scritto diverse volte. Chi amministra Ciampino deve pensare attentamente al bene comune e alla buona amministrazione cercando di coinvolgere sempre tutta la città con attenzione e trasparenza. Solo con questo metodo partecipato si potrà uscire dalle sabbie mobili e puntare a diventare una città moderna. I particolarismi sono dannosi. Stridono con la tutela dell’interesse generale.
Oltre a quanto detto dal leader di Gente Libera, abbiamo letto anche una dichiarazione di Mauro Testa che ha criticato Terzulli per aver effettuato un assunzione nel suo Staff. Secondo Mauro Testa si tratterebbe di una assunzione fatta secondo l’articolo 90 e quindi per chiamata diretta. Confessiamo di non aver visto le carte e quindi giudichiamo solo dai comunicati stampa.
In linea di principio non si può contestare un Sindaco che assume personale nel suo Staff. Ovviamente bisogna avere chiari alcuni principi fondamentali. Naturalmente che vi sia stato il rispetto delle norme di legge.
Si spera che la risorsa sia di qualità. Insomma che abbia un buon Curriculum vitae, che dia valore aggiunto alla tecnostruttura comunale e che ci sano le fonti finanziaria per poterla retribuire.
Dalla dichiarazione di Mauro Testa tutto questo non emerge. Non ci sembra  sia stata fatta una valutazione di merito. Come non emerge il nome e cognome di questa risorsa. Da una persona politicamente esperta come lui ci saremmo aspettati maggiori particolari.  La Città si aspetta su questi temi un modo di fare opposizione più puntuale e approfondito.
Mauro Testa è persona attenta e immaginiamo che stia ancora approfondendo il caso e magari verrà fuori nei prossimi giorni con nuove analisi e approfondimenti. Registriamo anche il fatto che sul tema Terzulli non sembra avere ancora replicato. Speriamo che possa farlo a breve. Un Sindaco ha il dovere di spiegare e di replicare. Il tema ci pare paradigmatico di un metodo di governo e la città crediamo possa essere interessata a capire.
 

L’obiettivo di Cambiare Ciampino

Ciampino ha bisogno come il pane di un cambiamento. Ha necessità di muoversi velocemente verso obiettivi di modernizzazione e di nuova qualità della vita. Per raggiungere questi obiettivi serve il contributo di tutta la città e di tutte le forze politiche responsabili.
L’obiettivo di cambiare Ciampino è la vera e propria priorità politica. Per arrivare a questo traguardo non basta l’attuale maggioranza. Serve il coinvolgimento di un area più allargata a cui partecipino tutte le forze più impegnate e responsabili della città.
E’necessario portare a bordo anche chi attualmente è rimasto ai margini, non  ha votato o non si ancora sentito coinvolto. Ciampino non potrà cambiare  solo a forza di colpi di maggioranza. L’obiettivo fondamentale è quello di cambiare in fretta Ciampino. E’ evidentemente un obiettivo ambizioso e difficile.  Si tratta di esigenze che si possono leggere nitidamente anche tra la gente distratta o delusa che non è andata a votare. Queste esigenze e bisogna coglierle in fretta.
La città ha bisogno di cambiare mentalità e cultura. O meglio ancora, ha bisogno di coinvolgere e integrare le varie culture anche politiche verso l’obiettivo comune di una nuova amministrazione e di un nuovo modo di concepire la città.
Su questi temi il PD dovrebbe essere forza propulsiva, non arroccandosi sul primato di forza di maggioranza relativa, ma allargando la partecipazione, il coinvolgimento, la trasparenza, il confronto, visto che dal dato elettorale sono emersi segnali evidenti di disagio verso un certo modo di amministrare la città.
Dobbiamo passare in fretta dai giardini e dalle fontane tristi e dalle partecipate in crisi alla Smart City. Per fare tutto questo non possiamo prescindere dal coinvolgimento di tutti quelli interessati a cambiare veramente Ciampino.

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Costume e Società

Il magico Maestro della Pizza a Fregene: un tributo di Francesco Tagliente a un pizzaiolo straordinario

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Il Prefetto Francesco Tagliente ha recentemente condiviso sulla sua pagina Facebook una commovente testimonianza, raccontando l’incredibile esperienza culinaria vissuta al ristorante Back Flip Da Moisè di Fregene. Questo racconto non è solo un omaggio a una pizza straordinaria, ma anche un tributo a Michelangelo, il pizzaiolo settantaquattrenne la cui dedizione e passione hanno trasformato un semplice piatto in un’opera d’arte.

Seduto al ristorante con sua moglie Maria Teresa, Tagliente ha descritto la pizza come “la migliore che abbia mangiato negli ultimi cinquant’anni”. Tuttavia, ciò che ha reso questa esperienza davvero speciale è stata la scoperta della storia dell’uomo dietro la pizza. Michelangelo, un ex contadino che si sveglia ogni mattina all’alba per curare il suo orto, dedica le prime ore del giorno alla coltivazione delle piante e alla cura della famiglia. Solo dopo queste attività, si prepara per andare al ristorante e mettere tutto se stesso nella preparazione della pizza.

L’Arte di Michelangelo: Tradizione e Passione

Michelangelo non è solo un pizzaiolo, ma un vero e proprio maestro dell’arte culinaria. La sua vita semplice e laboriosa, fatta di dedizione e umiltà, è un esempio di come l’amore per il proprio lavoro possa trasformare un piatto comune in un’esperienza indimenticabile. La sua capacità di fondere la tradizione contadina con la sapienza artigianale nella preparazione della pizza è un’arte rara e preziosa.

Tagliente ha scritto: “La dedizione e l’umiltà di quest’uomo, che dalla vita contadina riesce a creare una delle migliori pizze che abbia mai assaggiato, mi hanno colpito profondamente. Il suo nome rimane anonimo, ma la sua storia di passione e impegno è qualcosa che merita di essere raccontata.”

L’Umanità di Francesco Tagliente

Il racconto del Prefetto Tagliente non solo mette in luce le straordinarie qualità culinarie di Michelangelo, ma riflette anche le qualità umane dello stesso Tagliente. Conosciuto per la sua sensibilità e il suo impegno sociale, Tagliente ha sempre dimostrato un profondo rispetto per le storie di vita quotidiana e per le persone che con il loro lavoro contribuiscono a rendere speciale ogni momento.

La sua capacità di cogliere e apprezzare la bellezza nascosta nei gesti quotidiani e nelle storie semplici rivela un’anima attenta e sensibile, sempre pronta a riconoscere il valore degli altri. Il tributo a Michelangelo è un’ulteriore testimonianza della sua umanità e del suo desiderio di dare voce a chi, con passione e dedizione, arricchisce la vita di chi lo circonda.

Un Esempio di Vita

La storia di Michelangelo, come raccontata da Tagliente, è un potente promemoria di come la passione e l’impegno possano elevare il lavoro quotidiano a forme d’arte. “La sua pizza è un capolavoro che continuerà a risuonare nei miei ricordi, così come la sua storia di dedizione e umiltà,” ha scritto Tagliente, riconoscendo il valore di un uomo che, nonostante l’età e la fatica, continua a regalare momenti di gioia e piacere attraverso la sua cucina.

Questo tributo non è solo un omaggio a un pizzaiolo straordinario, ma anche un invito a riflettere sull’importanza del lavoro fatto con passione e amore. Grazie, Michelangelo, per averci mostrato che dietro ogni grande piatto c’è una grande storia, fatta di lavoro, passione e amore per la semplicità. E grazie, Francesco Tagliente, per aver condiviso con noi questa storia ispiratrice, ricordandoci di apprezzare le piccole grandi cose della vita.

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Roma

Roma, maxi-rissa metro Barberini. Riccardi (Udc): “Occorrono misure decisive”

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Dopo l’ennesima maxi-rissa tra bande di borseggiatori che ha portato alla chiusura della stazione metro di piazza Barberini provocando, tra l’altro panico e paura tra i cittadini romani ed i tanti turisti presenti in città, la politica della Capitale non tarda a far sentire la sua voce.
“Questa ennesima manifestazione di violenza e illegalità non può più essere tollerata. Richiamo con forza il Governo ad un intervento deciso e definitivo. È inaccettabile che i borseggiatori, anche se catturati, possano tornare ad operare impuniti a causa di leggi troppo permissive, che li rimettono in libertà quasi immediatamente.
L’Italia è diventata lo zimbello del mondo a causa di questa situazione insostenibile.
È necessario adottare misure più severe e immediate per garantire la sicurezza dei cittadini e dei turisti. Proponiamo una revisione delle leggi esistenti per introdurre pene più dure e certe per i borseggiatori, rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nei punti critici della città e migliorare la sorveglianza con l’uso di tecnologie avanzate”
.

il commissario romano UdC, Roberto Riccardi

A dichiararlo con decisione è Roberto Riccardi, commissario romano dell’UdC.
Da sempre attento ai problemi sulla sicurezza Riccardi fa notare con estrema chiarezza che tali situazioni non fanno altro che portare un’immagine della capitale sempre meno sicura agli occhi dei molti turisti che sono, per la capitale, una fonte di ricchezza economica oltre che di prestigio.
La fermata della Metro A Barberini a Roma è stata teatro di una maxi-rissa tra bande di borseggiatori sudamericani, che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e il blocco della stazione per circa 40 minuti. La violenza è scoppiata a seguito di una serie di furti e scippi ai danni dei passeggeri.
Riccardi ha poi concluso: “Non possiamo permettere che episodi come quello avvenuto alla Metro Barberini si ripetano. È ora di passare dalle parole ai fatti, con azioni concrete che ripristinino l’ordine e la sicurezza nelle nostre città. I cittadini hanno il diritto di vivere in un Paese sicuro e il dovere del Governo è garantirlo”.
Molti cittadini ci scrivono ogni giorno preoccupati da questa escalation di violenza e di insicurezza ma soprattutto preoccupati per la poca attenzione che il governo cittadino e quello nazionale stanno avendo nei riguardi di questa situazione ormai alla deriva.

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Cronaca

Roma, metro Barberini: una rissa provoca la chiusura della stazione

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Tragiche le notizie che arrivano in un torrido sabato sera romano.
La stazione metro Barberini viene chiusa per questioni di sicurezza.
All’origine del fatto, avvenuto tra le 19 e le 19,30 una rissa tra nord africani e sudamericani con almeno 15 persone coinvolte. Molti passeggeri spaventati dalla situazione si sono rifugiati nella cabina del conducente fino all’arrivo delle forze di polizia allertate dalla centrale di sicurezza di Atac Metro.
Per ora sono ancora tutti da decifrare i motivi che hanno portato a ciò.

Un’estate romana che sta diventando ogni giorno più bollente.

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