Forza Motorsport 7, il re dei racing games è solo su Xbox One e Pc

Con lo stesso fragore del rombo di una fuoriserie in pista, Forza Motorsport 7, il videogame di guida in esclusiva per Xbox One e Pc, arriva per tutti gli amanti di corse automobilistiche. I possessori della console di casa Microsoft o di un computer possono quindi finalmente godere del gioco di corse più realistico mai realizzato fino a oggi. Per rendersi conto della bellezza di questo prodotto bastano davvero pochi minuti di gioco, tutto sembra perfetto, impeccabile e tale impressione non muta mai man mano che si scopre tutto ciò che il software ha da offrire. Forza Motorsport 7 è un capitolo che consolida l’ottimo lavoro svolto da Turn 10 nel corso degli anni, ma al contempo vanta di una grande personalità, qualità che si manifesta soprattutto nella resa del peso delle vetture in pista, nei feedback prodotti dalla trazione e dall’eventuale scivolamento sull’asfalto, nella generale sensazione di solidità di un modello di guida di assoluto riferimento per quanto concerne il genere. L’equilibrio trovato dagli sviluppatori in tal senso è pressoché perfetto, le auto risultano divertenti da guidare, ma rispondono perfettamente ai comandi proprio come accade nella realtà, quindi sono pronte a punire i piloti qualora schiaccino troppo sul pedale quando non dovrebbero o non tengano in considerazione le condizioni climatiche e quelle dell’asfalto. Grazie all’immensa rosa di opzioni alla guida Forza Motorsport 7 però si propone come un titolo adatto a qualsiasi tipo di giocatore, dal casual gamer a chi invece desidera il realismo più assoluto. Il titolo inoltre grazie ai 700 veicoli a disposizione risulta essere assolutamente vario ed estremamente bello da giocare. Insomma, con questi presupposti è bene sottolineare che non amare Forza 7 è davvero impossibile. Il titolo sviluppato da Turn 10 fa quest’anno da cavallo di battaglia per la line-up di Microsoft, che si è andata via via restringendo, e forte del suo bagaglio di quantità e qualità mira dritto al prossimo mese quando arriverà Xbox One X e potrà sfoggiare soluzioni tecniche 4k da apprezzare sul televisore, soluzioni tecniche impensabili fino a qualche tempo fa. Dopo il suggestivo filmato introduttivo, si viene subito a contatto con la prima delle numerose novità di questo settimo capitolo: la creazione del pilota. Naturalmente, trattandosi di un titolo racing, non c’è un editor approfondito: bisognerà infatti semplicemente scegliere il sesso del proprio alter ego digitale e la sua attrezzatura, ossia casco e tuta. In principio non ci sono molte scelte, alcune tute vengono sbloccate come bonus a seconda della fedeltà verso il marchio “Forza”, ma in poco tempo e dopo poche gare si potrà contare su un buon numero di kit di abbigliamento tra le decine disponibili, alcuni dei quali decisamente particolari: si spazia dalle normalissime tute racing con varie colorazioni e sponsorizzazioni passando per kit di abbigliamento più casual, altri decisamente vintage ed arrivando infine a completi assolutamente originali.

https://www.youtube.com/watch?v=Dokpy_KIuyA]

 

Una volta compiute le prime scelte, il gioco mette i giocatori nei panni di tre diversi piloti facendoli affrontare un tutorial sotto forma di flashback in cui ci vengono illustrate le peculiarità del titolo ed alcune delle novità che incontreremo proseguendo la carriera, come nuove categorie di veicoli e il forte impatto del rinnovato meteo dinamico. Una volta completate queste prime competizioni, si viene a contatto con il fulcro della modalità a giocatore singolo di Forza Motorsport 7: la Forza Driver’s Cup. Una volta arrivati al menù di gioco ci si accorge subito che l’offerta di base resta la stessa vista nei precedenti capitoli, con la modalità carriera divisa in categorie di importanza crescente che includono eventi sempre diversi, il multiplayer che conserva l’ottimo matchmaking della versione precedente del gioco, le collezioni d’auto anche queste divise per rarità e potenza e la solita lista di modalità composte da gare libere, Forza Vista, Hub e altro ancora a completare la lista. Mancano però ancora alcune modalità nel menu principale: gli eventi Forzathon, le Leghe e le aste, che appaiono con la dicitura “coming soon” nelle loro caselle. Presumibilmente i primi saranno simili a quanto visto in Forza Horizon, ossia eventi a scadenza e con limitazioni particolari per vincere ricompense speciali; l’asta dovrebbe includere le trattative tra giocatori per scambiarsi design ed oggetti rari e le Leghe serviranno a competere in multiplayer in gare speciali classificate, come in Forza 6. La modalità principale in single player è sempre la carriera, modalità che si distanzia dal percorso realistico di un pilota professionista, che comprende il far parte di scuderie, competere in campionati secondo un calendario, stipendi e così via. Ancora una volta in Forza Motorsport 7 ci si divide tra tanti eventi, composti da almeno quattro gare dove piazzarsi più in alto possibile per guadagnare crediti e punti esperienza, da spendere per comprare nuove vetture e accrescere il livello della propria collezione di bolidi, e finalmente progredire verso gare più importanti e automobili più potenti. La varietà di questi eventi è molto alta, ognuno è dedicato ad una categoria diversa, con più o meno restrizioni a seconda dei casi, e si ambienta in una selezione di circuiti pensata per stressare il tipo di veicolo che si deve utilizzare, e di conseguenza anche il giocatore. Oltre a competizioni basate su classifica, ci sono gli eventi speciali che pongono chi sta dinanzi lo schermo in situazioni alternative come l’ormai leggendario car-bowling, esibizioni monomarca, endurance o le avvincenti sfide hoonigan. Per dare maggior peso alla vittoria si possono utilizzare le modifiche, ovvero delle carte speciali capaci di dare ad esempio maggiori limitazioni od obiettivi in gara per aumentare i crediti e i punti esperienza ottenibili. Non cambiano molto gli equilibri ma accrescono la sfida e velocizzano l’accumulo di valuta per far crescere la collezione di auto in possesso nel proprio garage. Per quanto riguarda il sistema di guida, ancora una volta la serie di Forza si conferma essere il giusto connubio tra simulazione e arcade. La quantità di sistemi di assistenza alla guida è tale da rendere il gioco godibile anche durante i primi minuti, e soprattutto anche a chi non ha mai provato prima un racing game. Disabilitando tutti i controlli la difficoltà di Forza Motorsport 7 aumenta sostanzialmente e quindi anche chi desidera un livello di sfida molto impegnativo sarà sempre soddisfatto. In gara un piccolo errore può compromettere l’intera corsa, quindi anche stavolta è stato inserito un sistema di “riavvolgimento del tempo”, attivabile premendo il tasto Y, che consente di trnare indietro di qualche secondo e quindi di evitare di commettere l’errore commesso in precedenza. Naturalmente i giocatori che desiderano un’esperienza realistica non usufruiranno mai di tale feature, ma i giocatori meno abili saranno felici di ciò e grazie al riavvolgimento potranno imparare più in fretta come affrontare determinate curve e come dosare l’acceleratore.

 

https://www.youtube.com/watch?v=QITXLdS3eW0

 

Il miglioramento delle performance passa attraverso l’esperienza sui tracciati, che porta a immaginare messe a punto specifiche, da impostare, salvare e condividere andando a modificare i valori relativi alla pressione delle gomme, alla lunghezza dei rapporti, all’allineamento delle ruote, alle barre antirollio e alla durezza delle sospensioni. Insomma se si vuole gareggiare ad alto livello, il titolo di Turn 10 vi offre tutte le armi necessarie per farlo. Un ultimo apprezzamento per quello che concerne il driving system va fatto alle condizioni climatiche e ai suoi effetti, infatti nei circuiti in cui è presente il meteo variabile, in particolare, l’incidenza della pioggia viene rappresentata alla perfezione, andando a creare gradualmente delle pozze d’acqua che influiscono in maniera sostanziale sulla tenuta di strada, allungando inevitabilmente le frenate e impedendo ai giocatori di dare completo sfogo al propulsore, specie se ci si trova alla guida di un’auto potente. Per quello che concerne il lato grafico e tecnico è necessario distinguere tra la resa su Xbox e PC, ma soprattutto tra le diverse periferiche di input utilizzabili, che cambiano radicalmente la nostra esperienza di gioco. Xbox One alle prese con Forza Motorsport 7 si difende egregiamente, prende quanto di buono visto con i precedenti capitoli e lo migliora ancora di più grazie ai nuovi effetti atmosferici e l’illuminazione generale, vera discriminante del fotorealismo. Purtroppo alcuni modelli di auto non sono perfetti, dimostrando come per raggiungere il numero ragguardevole di 700 auto si sia dovuti ricorrere a parecchi lavori svolti nel corso di tutti questi anni: un aspetto che si nota, ma che non rovina per nulla l’impatto grafico che resta comunque di altissimo livello. Su PC invece, grazie alla possibilità di accedere alle impostazioni avanzate, diventa un piacere adattare il motore di gioco alle proprie esigenze. Rimane in sospeso la versione Xbox One X, infatti solo all’uscita della console più potente del mondo, sviluppata da Microsoft, si potrà ammirare il reale potenziale di Forza Motorsport 7 su console. Eccezionali i tracciati, realizzati ad arte ancora una volta e perfettamente riconoscibili. Forse i migliori di sempre per via del meteo dinamico che ne cambia l’aspetto in tempo reale, e illuminati magistralmente. Considerando le molteplici varianti, è possibile affrontare più di 200 percorsi, quanto basta per soddisfare a lungo tutti gli appassionati e tenerli impegnati nello studio della curva perfetta evento dopo evento. A completare la grandezza del titolo c’è il sonoro. Il rumore dei motori in pista è la parte migliore, con tutti i suoni registrati dalle controparti reali. Di grande effetto sono anche i sobbalzi del motore tra una marcia e l’altra. Un po’ meno coinvolgenti i rumori delle collisioni che risultano poco credibili, ma ciò rappresenta l’unico vero neo della produzione, ma che in ogni caso non sporca il risultato d’insieme. La musica di accompagnamento alle selezioni nei menù è composta da una buona raccolta di brani per la maggior parte rock, genere che ha sempre caratterizzato la serie, ma trattandosi di un aspetto totalmente marginale esso non danneggia o migliora il prodotto finale.

 

https://www.youtube.com/watch?v=_PKL3323wkQ

 

Tirando le somme, con Forza Motorsport 7 Microsoft e Turn 10 hanno realizzato un vero e proprio capolavoro, un mastodonte dei racing games, un colosso inattaccabile capace di coinvolgere e appassionare qualsiasi tipo di giocatore. A nostro avviso se siete possessori di una console del colosso di Redmond o avete a disposizione un buon Pc da gioco, lasciarsi scappare Forza Motorsport 7 potrebbe essere un grave errore. Se state cercando un gioco davvero bello, coinvolgente e duraturo, allora questo è il titolo giusto.

 

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 10

Sonoro: 9

Gameplay: 9,5

Longevità: 9,5

VOTO FINALE: 9,5

 

Francesco Pellegrino Lise




WhatsApp permetterà di cancellare i messaggi inviati, arriva la funzione “elimina”

Dopo quasi un anno di indiscrezioni, di annunci e di smentite, di false voci e di speranze, finalmente sta arrivando su WhatsApp la possibilità di cancellare i messaggi inviati per sbaglio, o di cui ci si è pentiti appena premuto il tasto “invia”. Secondo quanto diffuso dal sito WABetaInfo, portale dedicato alla popolare piattaforma di instant messagging di proprietà di Mark Zuckerberg, la novità è in fase di distribuzione su iPhone, telefonini Android e Windows Phone. In una pagina del sito di WhatsApp la nuova opzione viene chiamata “Eliminare i messaggi per tutti”. Questa feature “Permette di eliminare specifici messaggi che hai inviato a un gruppo o a una chat individuale”, ed è “utile se hai inviato un messaggio alla chat sbagliata o se il messaggio che hai inviato contiene un errore”, si legge. Per eliminare un messaggio, sia esso una frase, un’immagine, un audio o un filmato, basterà selezionarlo e toccare il simbolo del cestino, quindi selezionare “elimina per tutti”. Una volta fatto, i destinatari visualizzeranno la scritta “Questo messaggio è stato eliminato”. La novità ha tuttavia alcuni paletti: per avere ripensamenti si avranno a disposizione sette minuti, trascorsi i quali il messaggio non potrà più essere eliminato. La funzione, inoltre, richiede che mittenti e destinatari abbiano la versione più aggiornata dell’applicazione. C’è poi da tener conto che i destinatari potrebbero vedere il messaggio prima che venga eliminato e salvarlo sul loro dispositivo. WhatsApp, infine, non invierà una notifica nel caso in cui l’eliminazione non vada a buon fine. Quindi l’opzione migliore resta sempre quella di stare attenti a cosa si invia e soprattutto a chi lo si invia.

 

Francesco Pellegrino Lise




iPhone X: boom di prenotazioni, tempi di attesa fino a 6 settimane

Si sono aperte venerdì 27 ottobre, le prenotazioni per accaparrarsi il nuovo e attesissimo iPhone X (qui le specifiche del dispositivo), il modello che celebra i dieci anni del melafonino e che arriverà nei negozi il prossimo 3 novembre in 55 Paesi, Italia compresa. I preordini sono stati aperti sul sito Apple ma chi lo ha ordinato online dovrà aspettare un po’ per riceverlo a casa. Questo perché dal momento in cui è stata data la possibilità di “prenotare” il nuovo smartphone di Cupertino c’è stato un vero e proprio boom di richieste. Infatti appena dopo pochi minuti dall’apertura degli ordini i tempi di spedizione sono slittati dal 3 al 6 novembre e dopo poche ore la consegna stimata si è notevolmente allungata, fino a 5-6 settimane per i clienti italiani, sintomo di scorte ridotte come più volte ventilato dalle indiscrezioni delle ultime settimane, ma anche sintomo del fatto che gli italiani nonostante la crisi continuano a non rinunciare alla tecnologia. Apple dal canto suo ribadisce che nei negozi, il 3 novembre, saranno disponibili dei pezzi per la vendita, senza specificarne le quantità. La compagnia incoraggia i potenziali clienti ad arrivare “presto”, ma le code davanti ai negozi potrebbero risultare inutili se le scorte si preannunciano limitate. In Italia gli store apriranno alle 8. In ogni caso tutto ciò garantirà un enorme risalto mediatico al dispositivo, che sembra già essere destinato a infrangere diversi record di vendite.

https://www.youtube.com/watch?v=K4wEI5zhHB0

La strategia Apple di concepire iPhone X come lo smartphone della mela con il maggior numero di novità degli ultimi anni è apparsa convincente fin da subito, almeno da un punto di vista commerciale. Come sempre però, c’è anche un rovescio della medaglia, che in questo caso sembra essere rappresentato dall’andamento sul mercato di iPhone 8 e 8 Plus, ossia i modelli nuovi ma non top di gamma che l’azienda statunitense ha immesso sul mercato a settembre. Dopo la fase di prenotazione infatti, i tempi di consegna dei nuovi iPhone slittano solitamente fino a 3-6 settimane, mentre per iPhone 8 e 8 Plus non si è andati a più di 1-2 settimane o anche meno, a seconda degli operatori e delle catene di vendita. Senza dimenticare l’assenza delle code davanti agli Apple Store il 22 settembre, giorno in cui questi due dispositivi hanno fatto il loro debutto sul mercato. La sensazione comunque, fin dall’evento di presentazione di settembre, è che iPhone X abbia in qualche modo penalizzato l’offerta dell’azienda di Cupertino in ambito smartphone, mettendo in ombra iPhone 8 e 8 Plus. Con un prezzo di partenza che supera abbondantemente i mille euro, l’iPhone X introduce alcune novità significative. In primis il sistema di riconoscimento facciale, Face ID, principale imputato secondo le voci di corridoio dei ritardi di produzione per via delle componenti e del delicato assemblaggio del nuovo device del colosso di Cupertino.

Francesco Pellegrino Lise




South Park torna più irriverente che mai su Pc, Xbox One e PS4

South Park non è un semplice cartone animato per bambini, ma rappresenta una critica feroce a tutti gli aspetti della società moderna travestita da cartoon. Politicamente scorretto, a tratti volgare e senza risparmiare nulla e nessuno, South Park da più di vent’anni anni ha conquistato milioni di fan in tutto il mondo e si è guadagnato, oltre che in televisione, anche un posto importante nel settore del gaming. Ubisoft ha infatti recentemente lanciato sul mercato South Park Scontri Di-Retti, ultimo titolo ispirato alla serie tv, disponibile per Pc, Xbox One e PlayStation 4. Questo nuovo capitolo si pone come il sequel di “South Park e il Bastone della Verità”, videogame che spopolò ai tempi della passata generazione di console e che, nella gold edition, viene distribuito in omaggio assieme al nuovo Scontri Di-Retti.

 

I due autori, Trey Parker e Matt Stone, sono grandi appassionati di videogiochi e hanno contribuito in larga parte alla realizzazione di entrambe le opere targate Ubisoft e questo ovviamente non ha potuto che giovare sul risultato finale. Scontri Di-Retti, senza contare un approfondimento del sistema di combattimento, non si discosta molto dai canoni del suo predecessore e rappresenta essenzialmente una vera e propria gioia per qualsiasi appassionato della serie.

 

Strutturalmente il software si presenta come un titolo dalle meccaniche piuttosto semplici, stracolmo di riferimenti alle puntate trasmesse in televisione e capace di prendersi gioco di qualunque confessione religiosa, etnia, orientamento sessuale, social network, dottrina alimentare, partito politico e molto altro ancora. Scontri Di-Retti è strutturato come se fosse un lungo episodio di South Park, con una gran quantità di svolte narrative, trovate innominabili e una vasta gamma di battute al limite della decenza. A livello di trama questo nuovo capitolo porta i giocatori poco dopo la conclusione delle vicende de Il Bastone della Verità. Ristabilita la pace nella ridente cittadina del Colorado, il protagonista, chiamato il novellino, ora giusto sovrano di elfi e umani è impegnato a difendere i propri domini dall’attacco di un esercito invasore, presto obliterato dalla possente fragranza della sua petomanzia.

 

Giunta di nuovo a Kupa Keep, la compagnia scopre però che la nuova chiamata alle armi non è stata lanciata dal Mago Cartman, ma da un “misterioso” personaggio proveniente dal futuro, alla ricerca di alleati per una nobile impresa: promuovere a colpi di condivisioni su “Procinstagram” il miglior franchise sui supereroi di tutti i tempi. Prendendo le mosse dai quattro episodi della saga del Procione delle stagioni 13 e 14 (e dal terzo episodio della 21, vero e proprio prologo del gioco), Scontri Di-Retti trascina l’utente in una storia inedita che non rinuncia a tirare in ballo alcuni dei personaggi più iconici della serie animata, in un tornado di citazioni folli che manderanno i fan della serie in visibilio.


Tra cospirazioni politico-lovecraftiane, “Civil War” e fragorose flatulenze che minacciano la solidità dello spaziotempo, la trama di Scontri Di-Retti si muove agilmente sui binari di una scrittura irriverente e carica di inventiva, anche quando si tratta di trovare l’ennesimo modo per scherzare sui “poteri speciali” del protagonista, opportunamente ribattezzato Petoman. Sotto la più evidente coltre di riferimenti a sfondo sessuale, scene scabrose e rumori intestinali, spicca però un substrato di satira ribollente che vuole essere un attacco al tanto osannato “politically correct” imperativo e imperante, spesso facciata di intenti molto meno nobili e scudo di chi fa dell’ipocrisia il proprio modus vivendi. Il cambio di ambientazione da quella fantasy a quella dei super eroi ha un impatto, oltre che sull’estetica dei costumi dei bambini, anche sul gameplay. Tanto per cominciare il passaggio da Re di Kupa Keep a paladino della giustizia in calzamaglia mette chi gioca di fronte alla scelta di una fra tre tipologie di poteri. Inizialmente si può decidere se essere un velocista in stile Flash, un forzuto come Hulk, oppure un blaster, ossia un eroe che spara raggi e fiammate come Ciclope, con la differenza però che essi vengono spesso emessi da orifizi non convenzionali. Ogni classe mette a disposizione tre mosse base ed un attacco speciale e man mano che si prosegue nel gioco si possono acquisire nuove classi e miscelare i tipi di attacco per ottenere un eroe capace di cavarsela in diverse situazioni.

 

Sempre a livello di giocabilità è bene sottolineare come i combattimenti abbiano abbracciato le meccaniche tattiche abbandonando quelle da Gdr, permettendo di affrontare i nemici con una squadra di massimo quattro elementi. Gli scontri, sempre a turni, si svolgono su una griglia quadrettata, con spostamenti dei partecipanti ed efficacia delle tecniche legata alla suddivisone del campo di battaglia. Un eroe picchiatore, ad esempio, predilige attacchi da mischia, che arrecano molto danno, ma che sono possibili da usare solo se il nemico si trova nelle caselle adiacenti all’eroe che si sta utilizzando. Un blaster invece preferisce attacchi ad area, in grado di infliggere danni moderati a più nemici e spesso mandandoli a fuoco o provocandogli danni extra da sanguinamento.

 

Se il protagonista risulta molto flessibile dal punto di vista della personalizzazione, tutti gli altri personaggi giocabili hanno invece attacchi e abilità bloccate in relazione alle classi a cui appartengono. Scontri Di-Retti, oltre ai combattimenti, garantisce anche l’esplorazione della bizzarra cittadina del Colorado in modo tutt’altro che convenzionale. Il gioco di ruolo in atto tra i ragazzini di South Park fa sì che alcune aree si rendano disponibili solo dopo aver sbloccato determinate abilità o solo dopo aver stretto un’amicizia forte con un altro supereroe. Oltre ai poteri legati alla classe scelta, il protagonista potrà contare su una “dote naturale” che lo rende in assoluto uno dei metaumani più potenti in circolazione: ovvero un deretano che tuona più di un temporale. La progressione del proprio personaggio in Scontri Di-Retti viene gestita tramite l’equipaggiamento di tre diverse categorie di “manufatti” che determinano i valori di base di tutte le caratteristiche. Maggiore sarà il livello del proprio eroe e quindi delle sue esalazioni intestinali, maggiore sarà il numero dei manufatti che si potranno assegnargli, fino ad un massimo di otto. La reale efficacia di questi oggetti sarà poi definita dai bonus e dai malus determinati da un ulteriore categoria d’equipaggiamenti, ovvero particolari modificatori genetici estrapolati da alcuni nemici particolari. Si tratta di un sistema di crescita tanto semplice da gestire quanto insospettabilmente profondo, specialmente in virtù dei meriti del combat system del gioco, che si presenta come uno snellimento netto rispetto a quello del capitolo precedente. Dal punto di vista grafico, il colpo d’occhio è davvero estasiante. La sensazione che si prova è infatti quella di star guardando una puntata interattiva, con personaggi, luoghi e situazioni dello stesso livello qualitativo della serie TV. Un plauso oi va fatto anche al comparto audio, splendidamente doppiato in italiano e che rende ancora di più l’esperienza di gioco un vero tuffo nell’universo creato da Trey Parker e Matt Stone. Tirando le somme, dopo aver provato questo pazzo titolo possiamo dire che Ubisoft ha ancora una volta fatto centro puntando sul franchise. I fan accaniti della serie passeranno ore ed ore in compagnia dei folli personaggi di South Park e rideranno a crepapelle sulle migliaia di battute, sui doppi sensi, sulle enormi flatulenze emesse dal protagonista e sulle situazioni assurde in cui s’imbatteranno gli eroici protagonisti del videogioco. Ovviamente il titolo è un prodotto destinato a un pubblico di maggiorenni, quindi ricordate sempre che South Park è un insieme di contenuti adatti agli occhi e alle orecchie di chi ha già compiuto 18 anni. Fatta questa premessa, Scontri Di-Retti è un prodotto assolutamente ben fatto, capace di stregare, ma soprattutto di divertire. Quindi se siete maggiorenni ma soprattutto fan dei quattro ragazzini protagonisti di South Park, questo titolo è assolutamente una chicca da non lasciarsi sfuggire.

 

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8,5
Sonoro: 9
Gameplay: 9
Longevità: 8

VOTO FINALE: 8,5

 

Francesco Pellegrino Lise




Robotica in classe: nelle scuole dell’Umbria arriva TJBot

Il robot entra in classe: all’inizio soprattutto per acquisire da docenti e ragazzi elementi culturali, attraverso il programma che lo governa, poi per aiutare nell’apprendimento e nella sperimentazione. Coinvolge cinque scuole superiori dell’Umbria ed è partito da Spoleto il progetto di robotica educativa “Competenze digitali per il futuro” frutto di una collaborazione tra Fondazione Ibm Italia, Ufficio scolastico regionale, Regione e Confindustria.

Protagonista è TJBot, piccolo robot progettato da Ibm Research che affiancherà gli studenti. Come hanno spiegato i tecnici “i ragazzi potranno accedere attraverso di esso ai servizi di Watson, il sistema cognitivo Ibm, in grado di interagire in linguaggio naturale, finalizzando la comunicazione uomo-macchina allo sviluppo di competenze”. Obiettivo è di diffondere la robotica come “opportunità per arricchire i contesti formativi e contribuire al raggiungimento di obiettivi di apprendimento”.




Nintendo 3DS: un tuffo nel passato con Mario & Luigi Superstars Saga + Scagnozzi di Bowser

Nintendo lancia sul suo 3DS Mario & Luigi Superstars Saga + Scagnozzi di Bowser. Con tale operazione la grande N porta i giocatori indietro nel tempo, nel lontano 2003, riproponendo uno dei titoli più apprezzati della famiglia dei due idraulici più famosi del mondo. Quest’operazione nostalgia è chiaramente volta a far conoscere a tutti gli utenti più giovani i grandi capolavori del passato, ma anche a farli rigiocare a chi ha avuto la fortuna di goderseli al momento del lancio. Una volta lanciato il gioco, i fan di vecchia data noteranno che l’avventura principale è rimasta invariata: i due baffuti fratelli sono chiamati una volta tanto a fronteggiare una minaccia diversa dal solito Bowser. La Strega Ghignarda e il suo assistente Sogghigno hanno rubato la voce alla Principessa Peach e grazie al potere del Fagiolo Stella minacciano di conquistare l’intero Regno dei Funghi. Ai due eroi toccherà l’arduo compito di far tornare la voce alla bionda regnante affrontando mille peripezie in salsa gdr. Mario e Luigi vengono controllati tramite lo stick analogico e i tasti A (Mario) e B (Luigi). In questa edizione è stata inserita inoltre la possibilità di farli saltare contemporaneamente i fratelli tramite la pressione del pulsante X, cosa che torna particolarmente utile durante gli spostamenti e nelle fasi di pre-combattimento. I nemici infatti sono visibili e riuscire a saltarci sopra, o a martellarli, equivale ad avere un vantaggio non indifferente una volta passati alla battaglia vera e propria. Per quanto riguarda il combat system, esso funziona con il classico sistema a turni, lo stesso che ha reso noto Final Fantasy. Di volta in volta i due idraulici possono utilizzare i loro famosi salti o altri attacchi per eliminare i nemici. Man mano che procedono nell’avventura inoltre verranno in possesso di attacchi combinati sempre più complessi e potenti, ma anche di strumenti con cui possono sia offendere che difendersi. Rispetto al classico sistema di combattimento alla Final Fantasy è però necessario avere i riflessi pronti. Ogni avversario infatti fornisce qualche indizio su quale dei due fratelli colpirà e questo si rivela fondamentale per reagire di conseguenza ed evitare o riportare meno danni possibili. In perfetto stile Gdr, entrambi i protagonisti possono migliorare il proprio equipaggiamento, indossando tute particolari che gli conferiscono bonus di vario tipo. Ad ogni passaggio di livello inoltre, le caratteristiche base vengono incrementate, migliorando i punti vita, i punti fratelli, attacco, difesa e… baffi. Quest’ultima caratteristica potrebbe sembrare inutile ma è invece importante non trascurarla visto che proprio da essa dipende la possibilità di infliggere colpi critici ai nemici o di ottenere bonus supplementari. Una volta raggiunto il Borgo di Fagiolandia, all’incirca un paio d’ore dopo aver cominciato l’avventura, si sbloccherà finalmente Scagnozzi di Bowser, la modalità inedita che arricchisce Superstar Saga e che da quel momento in poi diventa accessibile in qualsiasi istante dopo aver messo il gioco in pausa. La storia di quest’elemento in più procede parallelamente alle disavventure di Mario e Luigi nel regno di Fagiolandia.


Nei panni di un Goomba e di un piccolo esercito di tirapiedi bisognerà cercare Bowser, scomparso all’inizio del gioco in seguito all’attacco di Sogghigno. In realtà, quello che bisognerà fare in questa modalità di gioco sarà guardare numerose, esilaranti cutscene in cui i maldestri scagnozzi che danno il nome al gioco finiscono con lo scontrarsi tra di loro e con i loro nuovi nemici in semplici battaglie dal sapore strategico che ricordano alla lontana quanto proposto nella serie Fire Emblem. Prima di ogni battaglia è possibile modificare la squadra, poiché i rapporti di forza tra le unità in campo rispettano regole simili a quelle della morra cinese: quindi, i nemici in mischia sono più forti di quelli a distanza, quelli a distanza hanno la meglio sulle unità volanti e quest’ultime, ovviamente, hanno un vantaggio su quelle in mischia. Il giocatore deve dunque formare il suo team in base alla composizione della squadra nemica, se vuole avere la meglio, poiché una volta iniziato lo scontro il suo ruolo si ridurrà quasi interamente a quello di un semplice spettatore, anche se in alcuni casi è possibile intervenire direttamente ma limitatamente, per esempio premendo un pulsante al momento giusto per infliggere più danni. Nel complesso, quest’aggiunta non è nulla di che, ma serve per stemperare il lungo cammino della campagna principale e a strappare qualche risata. L’avventura è piuttosto longeva e articolata. Occorrono circa 15 ore per arrivare all’end game, con ‘aggiunta di almeno 3 o 4 ore in più se si vuole scoprire ogni segreto. In questa edizione per Nintendo 3DS è stato ovviamente implementato l’utilizzo dello schermo inferiore della console portatile, che viene usato sia per visualizzare la mappa, modificare l’equipaggiamento, usare gli oggetti e selezionare le azioni che Mario e Luigi possono compiere durante l’esplorazione. È stata inoltre aggiunta la possibilità di salvare in qualsiasi momento, opzione molto utile se si deve chiudere all’improvviso, anche se nel gioco sono rimasti i punti salvataggio originali. Ovviamente essendo un gioco della saga di Mario Bros non bisogna aspettarsi chissà quale intreccio narrativo complicato, la storia, già semplice di per sé, è quasi una scusa per catapultare i due idraulici nelle situazioni più disparate all’insegna di citazioni e scenette esilaranti. Fortunatamente, il nuovo Superstar Saga, tra le altre cose, risolve anche un vecchio problema dell’originale ossia la lunghezza di molte scene. Spesso accade infatti che i personaggi si perdono in lunghissimi giri di parole, prolungando forse un po’ troppo le scene d’intermezzo, ma adesso tenendo premuto il tasto R si potrà velocizzare il tutto. Dal punto di vista grafico non ci sono differenze enormi con il capitolo originale del 2003. L’effetto 3D non è stato implementato e graficamente, quindi il titolo sembra quasi identico alla sua versione GBA. Poco male perché Mario & Luigi: Superstar Saga è invecchiato benissimo sotto tutti i punti di vista e a parer nostro apportare modifiche esagerate avrebbe potuto rovinare l’appeal del titolo. Se ve lo siete perso allora, oppure non eravate ancora nati è giunto il momento di rimediare. Tirando le somme questa riedizione di Mario & Luigi Superstars Saga + Scagnozzi di Bowser è un vero piccolo capolavoro fatto per divertire. Giocando le avventure dei due idraulici vi sembrerà di essere stati catapultati indietro nel tempo, perderselo ancora una volta sarebbe un errore, rigiocarlo nel 2017 invece è un’esperienza assolutamente appagante. Quindi, alla luce di quanto detto, se siete amanti dei personaggi Nintendo, perdersi questo titolo potrebbe essere davvero un grave errore. Non lasciatevelo scappare.

 

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8,5
Sonoro: 8,5
Gameplay: 9,5
Longevità: 9

VOTO FINALE: 9

 

Francesco Pellegrino Lise

 




WhatsApp si aggiorna, arriva la posizione in tempo reale

Avete bisogno di condividere la vostra posizione in tempo reale con i vostri contatti o solo con alcuni di essi? Bene da adesso con WhatsApp diventa possibile per tutti. Dopo i moltissimi test svolti nella versione non definitiva dell’applicazione, la feature ora è ufficialmente aperta agli users di iPhone e Android. Il rilascio di questa funzione avverrà gradualmente nel corso delle prossime settimane, quindi se ancora non avete la possibilità di provare la novità appena introdotta, non disperate, a breve la avrete anche voi. A darne notizia è proprio la piattaforma di instant messagging di proprietà di Facebook sulle pagine del suo blog. La nuova feature, simile a quella introdotta anche da Messenger, l’altra chat sempre di proprietà di Mark Zuckerberg, è pensata come “un modo semplice e sicuro” per far sapere a qualcuno dove ci si trova e nel caso in cui si fosse vicini, magari anche incontrarsi per un saluto veloce, oppure per far sapere agli amici dove ci si trova, o ancora per avvisare i familiari che si è raggiunta una certa destinazione. L’opzione sembra strizzare l’occhio a potenziali stalker e pedinatori, ma per quanto riguarda privacy e sicurezza la compagnia rassicura: la condivisione è protetta da crittografia end-to-end e permette di scegliere a chi inviare la posizione e per quanto tempo, quindi sarete sempre voi ad avere il totale cpntrollo della situazione, e nessuno sarà in grado di “spiarvi”. L’utente può poi decidere di interrompere tale funzione in qualsiasi momento, anche prima dell’arrivo al luogo che avevate impostato come meta finale. La funzione è disponibile anche in una chat di gruppo, quindi se più di una persona condivide la propria posizione in tempo reale tutte le posizioni saranno visibili sulla stessa mappa virtuale. Insomma grazie alla novità introdotta da WhatsApp, ritrovarsi con gli amici e i parenti sarà molto più semplice.

Francesco Pellegrino Lise




Antonio Perreca, nel team che ha scoperto le onde gravitazionali: “Non fare dei limiti degli altri i propri limiti”

BACOLI (NA) – Antonio Perreca è uno scienziato flegreo ed è una delle eccellenze d’Italia, è un ricercatore che ha preso il premio Nobel insieme al team di K.Thorne, B, Barish e R Weiss grazie alla rivelazione della prima onda gravitazionale. Originario dei Campi flegrei di Bacoli alle porte di Napoli è un ragazzo dove intelligenza e umiltà si fondono in un tutt’uno, quando l’ho intervistato ha tenuto a precisare che il riconoscimento è frutto di un lavoro di un intero team.

Dopo la laurea conseguita all’Università Federico ll di Napoli con la tesi sulle onde gravitazionali è volato all’Università di Birminghan con tutta la carica di voler realizzare i sogni che aveva nel cassetto. Per arrivare ai suoi obiettivi ha lavorato molto all’estero anche all’Università di Syracuse nello stato di New York, a Los Angeles all’Università di Caltech e infine a Trento.
Ha Bacoli nel cuore e il mare di Capomiseno che gli mancano tanto perché adora il suo paese e ama tanto nuotare, è uno dei pochi hobby che ha perché non ha molto tempo a disposizione. È molto legato alle sue tradizioni originarie, infatti con molto orgoglio racconta di essere nato in casa.

 

1) Dove lavori attualmente?
Io sono ormai docente e ricercatore dell’Università di Trento a tutti gli effetti, ma la mia collaborazione con gli Stati Uniti continua. Penso sia un bene per tutti che la ricerca apra sempre di più le sue frontiere, sono stato presente alla conferenza su scala mondiale, che si è tenuta per l’annuncio di lunedì 16 ottobre a Washington DC come rappresentante delle Università di Trento e Padova.

 

2) Avresti mai pensato di prendere un riconoscimento cosi grande?
Premesso che il riconoscimento è stato dato a K. Thorne, B, Barish e R. Weiss, grazie alla rivelazione della prima onda gravitazionale del 14 Settembre del 2015, annunciata l’11 Febbraio del 2016, è per me un onore far parte del team che ha permesso tale scoperta. Ammetto che fino all’osservazione della prima onda gravitazionale non ci pensavo minimamente.

 

3) Sei una delle eccellenze italiane cos’è che ha scaturito un determinato percorso di studi?
Mi affascina molto lo studio dell’universo e questo campo mi permette in qualche modo di farlo. Far
parte poi di un gruppo così grande e di alto livello è stato per me motivo di orgoglio e di stimolo. Mi
piaceva l’idea di essere dove sono ora.

 

4) Hai sacrificato molto della tua vita per essere nel posto dove volevi essere?
Si! Ho fatto tanti sacrifici… giorni e notti e weekend compresi …sono stato lontano dai miei affetti, dalla mia terra e dal mio mare. Ho sofferto molto, ma sapevo che quella doveva essere la mia strada…non potevo fermarmi!

 

5) È stato un percorso in discesa?
Non è stato per nulla facile il mio percorso…già dai primi due anni di Università. La mia fortuna è di essere diventato padre dopo solo due esami dall’inizio del mio percorso Universitario, perché da un lato ho impiegato più tempo dall’altro sentivo di aere una forza superiore. Mia figlia si chiama Lucienne ed è la mia forza, ho sempre ritenuto essenziale per un genitore che l’obiettivo primario è insegnare ai figli ad essere felice. Come si può ( almeno tentare) insegnare ad essere felice senza esserlo? L’esempio fa la differenza.
Non ero sicuro di farcela, mi sono laureato in estremo ritardo, le persone che mi circondavano non credevano molto in me, ero sottoposto a continue pressioni e non c’erano le condizioni ideali per studiare. Era come vivere in una stanza senza finestre. Non c’era luce ed era “tardi”; per me, secondo gli altri “non addetti ai lavori”.

 

6) Come hai fatto a non perdere di vista l’obiettivo, date le condizioni?
Mi sono aiutato innanzitutto nel riformulare il concetto di “tardi”. Ritengo che non sia sempre applicabile perché non conosciamo la durata della nostra vita. Un trentenne che inizia un lavoro
potrebbe essere in ritardo rispetto a un quarantenne se la vita del primo si ferma poco dopo e magari quella del secondo dopo cinquant’anni per esempio. Non a caso sono passato ad essere tra gli studenti più vecchi ad essere uno dei docenti più giovani. In secondo luogo ritengo opportuno non fare dei limiti degli altri i propri limiti. Ognuno di noi ha già i propri e possono bastare.

 

7) Raccontami del momento che ti hanno comunicato del premio, cosa hai provato e a chi hai pensato? Chi ha creduto in te?

Ho pensato ai miei fantastici colleghi, ai quali devo tanto, perché da loro ho imparato e continuo ad imparare. Sono fenomenali e per me è una grande cosa. Al momento ho rivisto la mia vita dal primo giorno di Università fino a quel momento e ho dato un valore diverso a tutti gli sforzi fatti. È come se tutto avesse un senso diverso, una sua logica. Io in quella stanza di cui parlavo prima c’ero.. e ci volevo essere…in realtà quella stanza aveva una finestra grande e bella che ho potuto aprire e da cui mi godo
un panorama meraviglioso. Tutto questo lo devo agli “addetti ai lavori” che hanno tutti creduto in me, a partire dal gruppo di Napoli, in primis con Rosario De Rosa, che mi ha letteralmente lanciato, fino a chi mi ha permesso di tornare in Italia, all’Università di Trento, con Giovanni Prodi permettendo di continuare la mia ricerca nel mio paese di origine. In realtà dovrei ringraziare ad uno ad uno ogni collega anche chi mi ha voluto all’Università di Birmingham ( A. Freise e A. Vecchio), S. Vitale all’Università di Trento, P. Saulson alla Syracuse University, al gruppo di Caltech.

 

8) E quali sono le tappe importanti della tua carriera?
Ho iniziato nel 2005 all’Università di Napoli per la mia tesi sulle onde gravitazionali nell’ambito del progetto italiano Virgo e mi laureo nel 2006, quando la prima onda scoperta dall’umanità era già in entrata nella nostra galassia. Subito dopo mi trasferisco a Birmingham per il mio dottorato di ricerca, dove lavoro per i rivelatori LIGO. Conseguo il dottorato in Physics and Astronomy nel 2010 con uno studio fatto per migliorare la sensibilità dei rivelatori delle onde gravitazionali. Mi trasferisco a Trento ancora qualche mese prima della fine del dottorato, dove rimango per dieci mesi a lavorare in parallelo nell’ambito delle onde gravitazionali, ma per un progetto dal nome LISA. In questo caso il sistema di rivelazione prevede uno strumento orbitante nello spazio e la prima massa test è ora orbitante intorno alla terra dopo un lancio effettuato circa due anni fa. Nel Gennaio 2011 mi trasferisco alla Syracuse University (Stato di New York) dove ritorno a lavorare per LIGO. Nel giugno mi trasferisco in California al California Institute of Tecnology, detto anche Caltech, dove ci sono parte dei capi del progetto LIGO (compresi due premi Nobel) e dove mi trovo il 14 settembre quando la prima onda rivelata raggiunge la terra.

Giuseppina Ercole




Sepolture ecologiche: il Nemus Aricinum ispira la start-up del Bosco sacro

Il bosco sacro è un luogo di culto caratteristico delle antiche religioni europee, ad esempio di quella romana, greca, celtica, germanica. I Romani davano ai boschi sacri il nome latino di Lucus o Nemus distinguendoli dai boschi privi di valore sacrale che venivano chiamati Silva. Nell’Italia centrale, la cittadina odierna di Nemi, in provincia di Roma nel cuore dei Castelli Romani, richiama nel nome il Nemus Aricinum (“bosco di Ariccia”), antica sede del santuario di Diana Nemorensis. Oggi la start-up di 4 giovani trae ispirazione proprio dagli antichi culti sopra citati e gli intraprendenti ragazzi, grazie al progetto “Boschi Vivi”, si propongono di offrire un’alternativa alle classiche sepolture nel cimitero a cui siamo abituati. Avviato il crowdfunding (la piattaforma per finanziare progetti creativi e innovativi rivolti alla comunità) per raccogliere 10 mila euro di fondi per questo progetto, chiunque può versare la cifra che crede per la messa in opera del Bosco Vivo.

 

E’ già possibile acquistare un posto per il proprio animale domestico o anche per tutta la famiglia, ed i prezzi non hanno nulla da invidiare a quelli dei classici loculi cimiteriali. L’interramento può costare dai 400 ai 3 mila euro, la cifra è resa variabile dal numero di posti per albero che vengono richiesti. Al momento la start-up sta riscuotendo molto successo, essendo stata lanciata da soli 5 giorni, si sono già raccolti quasi 3 mila euro provenienti da ogni parte del mondo.

Niente più lapidi di marmo e fiori di plastica. Per ricordare il nostro caro che non c’è più, faremo visita ad un albero ai cui piedi sono state interrate le sue ceneri. Il defunto rientrerà così a pieno nel ciclo della natura. In Italia alcune aree boschive acquisteranno una speciale sacralità, la prima a rientrare in questo progetto è proprio la Liguria, precisamente a Genova. Il bosco, spiegano i ragazzi ideatori del progetto, si configura come luogo di pace e raccoglimento per eccellenza, atto a dimostrare il fluire della vita lenendo con dolcezza il dolore della perdita: non sono previsti grossi cambiamenti all’ambiente naturale se non per le targhe commemorative. Gli interessati verranno accompagnati in una visita che porterà poi alla scelta dell’albero: l’esemplare potrà essere dedicato ad un’unica famiglia ma sono previsti anche posti “in comunità”, in coppia (albero partner) e quelli dedicati agli amici animali. Una cerimonia suggellerà l’interramento delle ceneri.

L’idea, sicuramente ben strutturata, potrebbe essere un’ancora di salvezza per i molti che desidererebbero, dopo la morte, di poter continuare a fluire nella natura, diventando vita anche nel momento il cui la vita, inevitabilmente termina.

 

Inoltre i vantaggi dell’idea di questa sepoltura ecologica, che già esiste come realtà all’estero, sono tanti: la cooperativa di Boschi Vivi prende in gestione da privati o amministrazioni pubbliche un’area boschiva in stato di abbandono e la ripristina, rendendola fruibile per la comunità grazie alla manutenzione dei sentieri e delle alberature, rientrando poi dei costi grazie ai proventi delle sepolture. Come indicato sul sito, “i prezzi dipendono dal diametro del tronco, dalla posizione e grado di accessibilità dell’albero.”

Giulia Ventura




The Evil Within 2: Shinji Mikami torna a far paura su Pc e console

A tre anni dal lancio di The Evil Within, Bethesda pubblica il sequel dell’apprezzato quanto spaventoso survival horror di Shinji Mikami su Pc, Xbox One e PlayStation 4. Considerato dai gamers il vero erede di Resident Evil, il feeling del capitolo originale era lo stesso che ha reso famosi i Survival Horror di fine anni ’90, da cui The Evil Within trae non soltanto un’atmosfera sporca e a tratti disturbante, ma anche un immaginario contorto e spaventoso. The Evil Within 2 però cerca di guardare oltre i legami tradizionali del genere, ammodernando un po’ la stuttura complessiva di gioco e abbandonando in parte la simbologia criptica del suo predecessore. Assumendo il ruolo di produttore esecutivo e non partecipando direttamente allo sviluppo di questo sequel, Mikami ha lasciato il passo ad un team di talento, il Tango Gameworks, che ha saputo liberare la serie dal citazionismo estremo per dargli un carattere in parte nuovo. Qualcosa forse si è perso, in termini stilistici, ma tanto si è guadagnato in fatto di completezza e varietà. Non bisogna pensare, però, che The Evil Within 2 abbia poco a che vedere con il suo predecessore: il titolo non solo recupera il gameplay dello scorso episodio, ma si configura, narrativamente parlando, come la seconda parte di un racconto iniziato anni fa. Per poter comprendere appieno tutte le sfaccettature della trama c’è bisogno quindi di conoscerne gli antefatti, e di avere una visione d’insieme sulla storia e sulla psicologia dei personaggi. Se siete incuriositi da questo nuovo capitolo targato Bethesda, insomma, il consiglio che vi diamo per comprendere al meglio le vicende dell’agente Sebastian Castellanos è quello di giocare il primo atto.

 

A livello narrativo il titolo si lega perfettamente a quanto è accaduto in precedenza, per tre anni, dall’incidente del Beacon Mental Hospital, il protagonista dell’avventura è stato alla ricerca di risposte. Distrutto dagli avvenimenti del primo capitolo, Sebastian Castellanos ha trovato rifugio nell’alcool, ma non tutto è davvero andato come egli immaginava. Il protagonista scopre infatti che la figlia creduta morta è stata in verità rapita dalla Mobius, e usata come “nucleo” del terribile esperimento della corporazione. La volontà della società segreta infatti è quella di connettere l’umanità intera allo STEM, una sorta di simulazione virtuale in cui intrappolare le menti degli uomini. Il collante di questo esperimento è appunto la piccola Lily Castellanos, una bambina così pura e immacolata da essere il fulcro perfetto per una coscienza collettiva e indistinta, in cui la felicità del singolo si trasforma in felicità globale. Purtroppo, all’interno della simulazione qualcosa è andato storto: gli abitanti dello STEM hanno iniziato ad impazzire, trasformandosi in esseri perversi e corrotti. Lily nel frattempo è sparita, e le squadre di recupero inviate a cercarla sono state sopraffatte dagli orrori di un mondo irrimediabilmente corrotto. Sarà quindi Castellanos a connettersi alla macchina e investigare sugli eventi che hanno portato alla scomparsa della figlia. Da queste premesse, il racconto di The Evil Within 2 procede in maniera abbastanza classica ed esplicita: il viaggio del protagonista è un’indagine sulle perversioni umane, sulla sete di potere, ed un percorso interiore di superamento del senso di colpa. La psicologia del protagonista viene esplorata a fondo, e la sequenza conclusiva ha un ritmo trascinante capace di tenere in tensione il giocatore fino alla fine dei titoli di coda. I momenti meno emozionanti del titolo sono rappresentati dalle sezioni all’aperto, che, analizzando l’opera nel suo complesso sono quelle meno riuscite. Nella città fittizia di Union in cui è ambientato The Evil Within 2 non mancano infatti le missioni secondarie che spezzano il ritmo del gioco e il senso di tensione generale che accompagna i giocatori. Viaggiando in lungo e in largo per le strade infestate di Union si ha la sensazione che il team di sviluppo abbia voluto sperimentare un po’ e offrire delle alternative alla formula di gioco vista nel primo capitolo, ottenendo però risultati non sempre favolosi. Fortunatamente le missioni in esterna, sono piuttosto poche e occupano solo un quinto del gioco, mentre per quanto riguarda il resto dell’avventura The Evil Within 2 si rivela essere un videogame molto solido, che colpisce al cuore e sicuramente migliorato rispetto al predecessore.


A livello di giocabilità, i movimenti di Castellanos sono leggermente più fluidi rispetto al passato, l’inquadratura del personaggio meno soffocante, ma, nonostante questi accorgimenti, il gioco resta ancora saldamente attaccato al canone dei Survival Horror di qualche anno fa. Spicca ancora una certa “ruvidità” di base, legata alle animazioni affannate e alla mira incerta, che mette chi si trova dinanzi lo schermo in condizione di non essere mai troppo sicuro di quello che sta facendo. Affrontare a viso aperto le aberrazioni dello STEM poi non è mai la via migliore da seguire, infatti è sempre meglio avanzare con cautela per non trovarsi in situazioni di spiacevole inferiorità numerica, rischiando di sprecare preziosi proiettili, ma soprattutto scatenando la feroce ira delle mostruosità che popolano l’universo in game. Giocando a The Evil Within 2 è impossibile non notare come il bilanciamento dell’esperienza di gioco abbia fatto un passo più deciso in direzione delle meccaniche Survival, tanto che la raccolta di risorse e materie prime, con cui è possibile costruire munizioni e oggetti curativi, qui diventa un aspetto assolutamente fondamentale. Il gioco, inoltre, sfrutta delle soluzioni molto originali per riportare l’utente in una dimensione più intima e allo stesso tempo spaventosa. Di tanto in tanto, nel bel mezzo di quella che sembra una missione di poco conto, Castellanos si trova intrappolato dai suoi incubi: orrende creature lo riportano nelle stanze del Beacon Mental Hospital, lo costringono a nascondersi, lo braccano come carnefici degenerati, instillandogli il dubbio che tutto, anche l’esistenza stessa della Mobius e dello STEM, sia il delirio causato da un trauma insuperabile. Sia chiaro però, anche, che in The Evil Within 2 non mancano sequenze più tradizionali, più attente dal punto di vista della regia. Ci sono, anzi, interi capitoli in cui l’avanzamento si avvicina a quello del primo episodio, facendosi claustrofobico, ansiogeno e sempre molto teso. Da segnalare inoltre che tra le sequenze più memorabili dell’intera produzione, spiccano anche alcune boss fight contro creature dal design malato e perverso che hanno sempre dato lustro alla saga. Tecnicamente parlando The Evil Within 2 riesce a mantenere nel complesso una buona solidità del frame rate. Il motore grafico, derivato dall’id Tech 5 e chiamato per l’occasione STEM engine, assicura una buona stabilità, ma presenta anche qualche incertezza nel caricamento dei diversi strati di texture e di alcuni elementi degli scenari all’aperto. Di grande pregio è invece la modellazione poligonale dei personaggi principali, mentre è evidente quanto alcuni elementi, nelle fasi in esterna, siano stati realizzati in poco curato. Per quanto riguarda il doppiaggio, la localizzazione in Italiano è di discreto livello, anche se il doppiaggio di alcuni personaggi femminili risulta non sempre felice. La recitazione del doppiatore di Sebastian invece è esemplare e merita una nota positiva. Buoni anche gli effetti sonori e le musiche che, nel complesso, contribuiscono a generare una buona componente ansiogena in chi sta dinanzi lo schermo. Tirando le somme, al di là di alcuni piccoli nei, non esiste davvero nessun motivo per cui lasciarsi scappare The Evil Within 2. Il gioco rappresenta infatti un instant classic, un passo in avanti per il franchise e un’avventura che gli amanti dei survival horror non potranno assolutamente lasciarsi scappare.

 

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8,5
Sonoro: 8,5
Gameplay: 8,5
Longevità: 8

VOTO FINALE: 8,5

 

Francesco Pellegrino Lise




Con Windows 10 Fall Creators Update, Microsoft apre le porte al futuro

Microsoft ha rilasciato in via ufficiale Windows 10 Fall Creators Update, il nuovo importante grande step del suo sistema operativo più recente. Come solitamente accade in queste occasioni, il colosso di Redomond ha avviato un rilascio dell’aggiornamento progressivo. I primi a ricevere l’update, infatti, saranno tutti i possessori dei PC più recenti e poi, mano a mano che i bug riscontrati verranno risolti, Microsoft aprirà l’aggiornamento anche a tutti gli altri possessori di un PC con installato l’Os Windows 10.

L’obiettivo dell’azienda statunitense è quello di offrire la migliore esperienza di aggiornamento possibile per tutti i computer, indipendentemente dal loro hardware. Nella pratica, questo significa che il rollout globale non sarà immediato per tutti ma che richiederà diverse settimane.

La distribuzione, infatti, si dovrebbe sicuramente concludere entro la fine dell’anno. Ma che cosa porterà questo nuovo aggiornamento? Il Fall Creators Update per Windows 10 mette la realtà mista a disposizione di tutti, offrendo un sostanziale miglioramento al modo di creare, comunicare e giocare delle persone. Gli utenti dimenticheranno il tempo e lo spazio e potranno immergersi in qualsiasi ambiente, dando libero sfogo alle idee andando oltre le costrizioni della carta e dello schermo. Finora per ogni applicazione concreta nel campo della realtà mista era necessario utilizzare un visore, e la realtà virtuale immersiva richiedeva di installare telecamere negli angoli della casa. Inoltre, non era possibile portare con sé il visore al lavoro o a casa di un amico. Tutto questo cambia con i visori Windows Mixed Reality ora disponibili. I partner del colosso di Redmond come Samsung, Acer, Dell, HP e Lenovo offrono le esperienze più immersive con i primi visori Windows Mixed Reality, disponibili a partire da 399 dollari per visori abbinati a controller di movimento avanzati. Il Fall Creators Update porterà anche il visualizzatore Mixed Reality Viewer, permettendo così alla realità mista di sbarcare su PC. Agli utenti basterà utilizzare la telecamera sul PC per vedere inseriti nell’ambiente reale in cui si trovano vari elementi 3D: persone, luoghi, oggetti. L’unico limite è l’immaginazione.

Dai nuovi visori Windows Mixed Reality fino alle nuove tecnologie per sfruttare la Mixed Reality direttamente dal PC, diversi elementi stanno convergendo per dare vita al nuovo mondo della mixed reality. Gli utenti Microsoft vivranno viaggi, sport, concerti live ed esperienze di gaming in modo completamente nuovo. Grazie al Fall Creators Update per Windows 10 l’universo della creatività è destinato a rinnovarsi profondamente: la mixed reality e il 3D saranno alla portata di tutti, il game broadcasting sarà più veloce, la possibilità di trasformare foto e video in ricordi concreti sarà facilitata, e molte altre funzionalità arricchiranno l’esperienza dell’utente. Così facendo i PC diventano la nuova tela, trasformandosi in uno spazio creativo che libera le potenzialità delle persone come mai visto prima. Il futuro è dietro l’angolo e Microsoft è pronto a guidare le persone alla scoperta delle nuove potenzialità disponibili.

Francesco Pellegrino Lise