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Roma

NEMI ELEZIONI, L'ASSESSORE REGIONALE MALCOTTI A NEMI DA CINZIA COCCHI

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Tempo di lettura 3 minuti Malcotti: "Cinzia Cocchi personifica in pieno i valori della buona politica e ha la grinta e la forza giusta per amministrare Nemi."

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Redazione

Cinzia Cocchi è in costante contatto con un altro autorevole e apprezzato amministratore regionale, al fine di proporre un incontro di rilievo con lo stesso, nel momento più intenso e decisivo della campagna elettorale.

“Esiste una politica buona. E quella che non si concepisce come casta ma come dono di sé, del proprio tempo, della propria intelligenza ad una comunità”. Queste parole sono state lette da Cinzia Cocchi, candidato sindaco di Nemi, in occasione del recente incontro nella città delle fragole, con l’ospite d’eccezione
Luca Malcotti, assessore regionale ai Lavori Pubblici (Pdl).  Il concetto di “politica buona”, ha fatto da filo conduttore dell’incontro con Malcotti: l’autore di questo pensiero è proprio l’assessore regionale, il quale ha raccolto condivisione ed entusiasmo da parte dei numerosi cittadini di Nemi presenti all’incontro e che ha aperto la campagna elettorale di Cocchi, ex primo cittadino e “primo sindaco donna eletto nel 2009 con un plebiscito di voti”, così come ha evidenziato l’altro storico ex sindaco a fianco di Cocchi, Alessandro Biaggi, in apertura incontro che si è tenuto in piazza Umberto I, presso il ristorante i Cacciatori a Nemi. Biaggi ha ricordato con quanta forza d’animo Cocchi ha dovuto affrontare tutti gli attacchi e i colpi bassi del duo Bertucci – Libanori che ostacolavano la realizzazione del programma politico del centrodestra. “Ricordo che mentre veniva sfiduciato il sindaco – ha detto Biaggi – poche ore dopo si consumava una profanazione ai danni della figura di Cinzia Cocchi primo cittadino. Qualcuno, infatti, ha sottratto la fascia da sindaco dal Municipio, utilizzando le chiavi”. Così, Cinzia Cocchi a fianco di Malcotti,  ha ricordato, in pochi passaggi, la recente esperienza politica che l’ha portata a prendere delle scelte forti pur consapevole che avrebbero potuto portare anche alla caduta della giunta: “Ho dovuto revocare le deleghe al vicesindaco Alberto Bertucci – ha detto Cocchi – perché mi sono trovata a dover scegliere tra legalità e il compromesso che mi avrebbe garantito la prosecuzione del mandato. Non ci ho pensato due volte a scegliere la legalità e la trasparenza amministrativa e quindi a revocare le deleghe ad una persona che remava nella maniera opposta alla nostra. Sapevo in cuor mio che questa scelta avrebbe potuto anche provocare la caduta della giunta, ma mai avrei potuto patteggiare in tema di legalità”. Cocchi ha ricordato all’assessore regionale, tutte le volte che, da amministratore, è andata in Regione a “bussare” per i finanziamenti per le opere pubbliche. E a tal proposito, l’ex sindaco ha elencato uno ad uno tutti i lavori che avrebbero dovuto completarsi e che invece sono stati interrotti. Purtroppo sono ferme – spiega Cocchi – ancora circa 12 opere finanziate e progettate, sul finire della giunta Biaggi: undici sono ancora da cominciare e una è ancora da ultimare (edificio di Corso Vittorio), ed il rischio concreto è che di tali opere si perdano i finanziamenti e con essi le opportunità faticosamente cercate: progetto marciapiedi Nemorense fino alla 167, progetto parcheggio vicino ai padri Mercedari, progetto sistemazione di piazza Roma, progetto completamento scuola media, progetto ascensore piazza risorgimento, progetto illuminazione via di Perino, progetto parcheggio via delle Colombe, progetto sistemazione delle facciate del centro storico, progetto sistemazione parco di via Giulia, definitiva sistemazione dell’edificio di corso Vittorio, sistemazione fosso di san Nicola, sistemazione giardinetti, sistemazione locali campo sportivo e ztl elettronica. E’ per questo che voglio tornare ad amministrare Nemi – ha concluso Cocchi – per impegnarmi a recuperare tutto ciò che è stato interrotto e per portare altri benefici concreti alla cittadina”. Malcotti ha subito commentato il gravissimo episodio della fascia del sindaco: “Non ero a conoscenza di questo fatto davvero grave che ha leso il simbolo di una istituzione e carica che in quel momento era ricoperta da Cinzia Cocchi. La politica “buona” non è questo. La politica buona è donare se stesso alla comunità e non scendere a simili bassezze. Mi ricordo benissimo tutte le volte che Cinzia Cocchi è venuta in Regione, e in particolare mi ricordo quando con gli occhi luminosi, pieni di passione e convinzione mi ha detto: “Ho un sogno nel cassetto che è quello di acquistare palazzo Ruspoli e quindi restituire a Nemi un bene di inestimabile valore affettivo e di appartenenza del nostro paese. Sarebbe un sogno poter regalare a noi cittadini questo patrimonio, emblema di Nemi”.  Ecco – ha proseguito Malcotti – questo intendo per politica, questo intendo per servizio alla comunità e Cinzia Cocchi personifica in pieno detti valori e ha la grinta e la forza giusta per amministrare Nemi. Adesso dobbiamo pensare vincere queste elezioni e tornare alla guida del paese, il mio sostegno ci sarà sempre”.

VIDEO DELL'INTERVENTO DI CINZIA COCCHI: http://www.youtube.com/watch?v=-4cW3RxzAfA

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Castelli Romani

Frascati, Libri in Osteria: appuntamento giovedì 18 luglio con Antonella Prenner

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Cosa lega Tullia, figlia di Cicerone, Servilia, madre del cesaricida Bruto, e Messalina?

Al di là di essere tre figure della Storia antica di Roma sono le protagoniste di alcuni romanzi della filologa e scrittrice Antonella Prenner, docente di Lingua e letteratura latina all’università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

la scrittrice Antonella Prenner

Antonella Prenner ed i suoi romanzi saranno i protagonisti giovedì 18 luglio in piazza dell’Olmo a Frascati, a partire dalle ore 18, del salotto letterario di Emanuela Bruni, Libri in Osteria assieme allo scrittore e giornalista Pino Donghi.
Le loro vite, le loro esperienze e i loro rapporti, spiega Emanuela Bruni “offrono un punto di vista non ufficiale, emotivo, disvelando pieghe e zone d’ombra di una storia sempre scritta dagli uomini e per gli uomini”.
Quindi si avrà la possibilità di cambiare la prospettiva di lettura di una storia che vede queste figure troppo spesso relegate al ruolo di comprimarie pur essendone protagoniste ed attrici principali.
Non mancherà un breve approfondimento sull’ultima fatica di Antonella Prenner “Lucano. Nostalgie di libertà” ove l’autrice descrive l’età di Nerone e di una generazione infelice, che assiste all’esercizio di un potere politico iniquo e impossibile da contrastare perché assoluto, e che vagheggia di tornare a un tempo irripetibile, quando “res publica” romana significava “libertà”.

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Costume e Società

Il magico Maestro della Pizza a Fregene: un tributo di Francesco Tagliente a un pizzaiolo straordinario

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Il Prefetto Francesco Tagliente ha recentemente condiviso sulla sua pagina Facebook una commovente testimonianza, raccontando l’incredibile esperienza culinaria vissuta al ristorante Back Flip Da Moisè di Fregene. Questo racconto non è solo un omaggio a una pizza straordinaria, ma anche un tributo a Michelangelo, il pizzaiolo settantaquattrenne la cui dedizione e passione hanno trasformato un semplice piatto in un’opera d’arte.

Seduto al ristorante con sua moglie Maria Teresa, Tagliente ha descritto la pizza come “la migliore che abbia mangiato negli ultimi cinquant’anni”. Tuttavia, ciò che ha reso questa esperienza davvero speciale è stata la scoperta della storia dell’uomo dietro la pizza. Michelangelo, un ex contadino che si sveglia ogni mattina all’alba per curare il suo orto, dedica le prime ore del giorno alla coltivazione delle piante e alla cura della famiglia. Solo dopo queste attività, si prepara per andare al ristorante e mettere tutto se stesso nella preparazione della pizza.

L’Arte di Michelangelo: Tradizione e Passione

Michelangelo non è solo un pizzaiolo, ma un vero e proprio maestro dell’arte culinaria. La sua vita semplice e laboriosa, fatta di dedizione e umiltà, è un esempio di come l’amore per il proprio lavoro possa trasformare un piatto comune in un’esperienza indimenticabile. La sua capacità di fondere la tradizione contadina con la sapienza artigianale nella preparazione della pizza è un’arte rara e preziosa.

Tagliente ha scritto: “La dedizione e l’umiltà di quest’uomo, che dalla vita contadina riesce a creare una delle migliori pizze che abbia mai assaggiato, mi hanno colpito profondamente. Il suo nome rimane anonimo, ma la sua storia di passione e impegno è qualcosa che merita di essere raccontata.”

L’Umanità di Francesco Tagliente

Il racconto del Prefetto Tagliente non solo mette in luce le straordinarie qualità culinarie di Michelangelo, ma riflette anche le qualità umane dello stesso Tagliente. Conosciuto per la sua sensibilità e il suo impegno sociale, Tagliente ha sempre dimostrato un profondo rispetto per le storie di vita quotidiana e per le persone che con il loro lavoro contribuiscono a rendere speciale ogni momento.

La sua capacità di cogliere e apprezzare la bellezza nascosta nei gesti quotidiani e nelle storie semplici rivela un’anima attenta e sensibile, sempre pronta a riconoscere il valore degli altri. Il tributo a Michelangelo è un’ulteriore testimonianza della sua umanità e del suo desiderio di dare voce a chi, con passione e dedizione, arricchisce la vita di chi lo circonda.

Un Esempio di Vita

La storia di Michelangelo, come raccontata da Tagliente, è un potente promemoria di come la passione e l’impegno possano elevare il lavoro quotidiano a forme d’arte. “La sua pizza è un capolavoro che continuerà a risuonare nei miei ricordi, così come la sua storia di dedizione e umiltà,” ha scritto Tagliente, riconoscendo il valore di un uomo che, nonostante l’età e la fatica, continua a regalare momenti di gioia e piacere attraverso la sua cucina.

Questo tributo non è solo un omaggio a un pizzaiolo straordinario, ma anche un invito a riflettere sull’importanza del lavoro fatto con passione e amore. Grazie, Michelangelo, per averci mostrato che dietro ogni grande piatto c’è una grande storia, fatta di lavoro, passione e amore per la semplicità. E grazie, Francesco Tagliente, per aver condiviso con noi questa storia ispiratrice, ricordandoci di apprezzare le piccole grandi cose della vita.

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Roma

Roma, maxi-rissa metro Barberini. Riccardi (Udc): “Occorrono misure decisive”

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Dopo l’ennesima maxi-rissa tra bande di borseggiatori che ha portato alla chiusura della stazione metro di piazza Barberini provocando, tra l’altro panico e paura tra i cittadini romani ed i tanti turisti presenti in città, la politica della Capitale non tarda a far sentire la sua voce.
“Questa ennesima manifestazione di violenza e illegalità non può più essere tollerata. Richiamo con forza il Governo ad un intervento deciso e definitivo. È inaccettabile che i borseggiatori, anche se catturati, possano tornare ad operare impuniti a causa di leggi troppo permissive, che li rimettono in libertà quasi immediatamente.
L’Italia è diventata lo zimbello del mondo a causa di questa situazione insostenibile.
È necessario adottare misure più severe e immediate per garantire la sicurezza dei cittadini e dei turisti. Proponiamo una revisione delle leggi esistenti per introdurre pene più dure e certe per i borseggiatori, rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nei punti critici della città e migliorare la sorveglianza con l’uso di tecnologie avanzate”
.

il commissario romano UdC, Roberto Riccardi

A dichiararlo con decisione è Roberto Riccardi, commissario romano dell’UdC.
Da sempre attento ai problemi sulla sicurezza Riccardi fa notare con estrema chiarezza che tali situazioni non fanno altro che portare un’immagine della capitale sempre meno sicura agli occhi dei molti turisti che sono, per la capitale, una fonte di ricchezza economica oltre che di prestigio.
La fermata della Metro A Barberini a Roma è stata teatro di una maxi-rissa tra bande di borseggiatori sudamericani, che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e il blocco della stazione per circa 40 minuti. La violenza è scoppiata a seguito di una serie di furti e scippi ai danni dei passeggeri.
Riccardi ha poi concluso: “Non possiamo permettere che episodi come quello avvenuto alla Metro Barberini si ripetano. È ora di passare dalle parole ai fatti, con azioni concrete che ripristinino l’ordine e la sicurezza nelle nostre città. I cittadini hanno il diritto di vivere in un Paese sicuro e il dovere del Governo è garantirlo”.
Molti cittadini ci scrivono ogni giorno preoccupati da questa escalation di violenza e di insicurezza ma soprattutto preoccupati per la poca attenzione che il governo cittadino e quello nazionale stanno avendo nei riguardi di questa situazione ormai alla deriva.

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